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Data: 23/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, posti letto e cliniche spaccano l'Unione. I sindacati: il piano va approvato subito, la discussione la apriremo dopo

L'AQUILA. I nodi irrisolti rimangono. Il primo: a chi assegnare gli 82 posti letto per l'alta riabilitazione, ai privati, alle strutture pubbliche o fare una percentuale condivisa. Secondo problema: fondi e posti letto alle cliniche private vanno assegnati con un criterio di merito, oppure seguire la vecchia strada, dell'accreditamento facile?. Su queste due questioni la maggioranza da gennaio, non riesce a decidere.
Anche ieri, l'ennesimo vertice del centrosinistra, per fare solo un passettivo avanti: raggruppare buona parte dei 136 emendamenti, (86 presentati dall'Unione) in pochi sub-emendamenti, ossia quelli dove è possibile trovare un accordo, in modo che questa mattina la Commissione deliberi le questioni meno impegnative.
Per i temi caldi, invece, ci sarà un rinvio con nuovi vertici di maggioranza. Una situazione di stallo che coinvolge anche il centrodestra, in quanto nelle decisione della sanità regionale, è sempre al lavoro una maggioranza trasversale, che lambisce esponenti di diversi colori e bandiere.
Ieri, Rifondazione Comunista, ha puntato i piedi, sulle due questioni più delicate.
«Siamo per la premialità di quelle strutture private che hanno attuato un comportamento virtuoso», fa presente Marco Gelmini, segretario di Rifondazione, «sugli 82 posti di alta riabilitazione, rimaniamo dell'avviso che vanno assegnati per lo più alle strutture pubbliche. Siamo rimasti alle cose dette e sottoscritte a gennaio dalla maggioranza». Ieri, però a sorpresa i segretari di Cgil, Cisl, Uil hanno dato una spallata al centrosinistra sollecitando un Consiglio regionale, affinchè venga decisa l'approvazione tempestiva del Piano di riordino della rete ospedaliera.
«Un piano», scrivono in una nota congiunta, «non concertato con il sindacato, che solleva preoccupazioni legittime, e tuttavia un atto da tempo dovuto, tassello ineludibile dell'improrogabile opera di risanamento, razionalizzazione e riforma del sistema sanitario regionale. Il mondo della sanità abruzzese, nessuna componente esclusa, è chiamato a rinunce, regolazioni, riconversioni e riqualificazioni impegnative, un passaggio obbligato per trasformare un sistema insostenibile in direzione di un servizio più decentrato, orientato alla prevenzione e medicina sul territorio, meno ospedalizzato e dai costi controllati e sostenibili».
Secondo i segretari di Cgil, Cisl e Uil, «l'approvazione del piano non chiude, ma apre la discussone sulla realizzazione compiuta del cambiamento della sanità in Abruzzo, che per quanto riguarda l'insieme delle problematiche occupazionali connesse dovrà vedere l'apertura di una sede specifica di concertazione tra l'assessorato competente e il sindacato».

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