I cinque milioni e mezzo di euro che la Regione si accinge a versare alla Saga per finanziare il Piano marketing 2013 sono anche gli ultimi. Dal 2014 si cambia, nel senso che la legge istitutiva del Piano marketing scadrà e la Saga, la Società di gestione dell'aeroporto, dovrà camminare con le proprie gambe, coinvolgendo più partner privati dal momento che non potrà più contare sul grosso del finanziamento pubblico rappresentato dal 45% di quote a carico della Regione. È questo, dunque, il tema vero sul futuro dell'aeroporto, ben riassunto da Silvio Di Lorenzo, presidente della Camera di Commercio e in quanto tale socio della Saga: «Non possiamo più essere legati al Piano marketing tanto più che la legge che lo ha istituito è finita sotto osservazione del Governo che considera quei fondi come presunti aiuti di Stato. L'aeroporto ha bisogno di azioni forti per stare sul mercato e crescere, non può certo vivere più solo di soldi pubblici». Parole che preludono a una irrinunciabile apertura ai privati che attualmente hanno piccole quote nel cda della Saga, parole che fanno il paio con quelle di Italo Lupo, presidente regionale della Cna, il quale da sempre perora una maggiore partecipazione attiva dei privati nella gestione dello scalo. Intanto, sulle polemiche per l'azzeramento dei voli notturni e la perdita dei servizi postali, scende in campo Confcommercio che addebita alla Regione e al Comune, nell'ordine, le maggiori responsabilità. «La Regione, e anche il Comune - affermano i responsabili dell'Ascom - devono fare molto di più per colmare il gap che divide il nostro scalo da quelli delle altre regioni. In particolare, la Regione deve presentare un progetto politico e un intervento deciso ai competenti Ministeri, al fine di far sì che anche l'aeroporto di Pescara possa diventare uno dei più importanti scali commerciali di riferimento per il centro-sud Italia. Indispensabile, a tal proposito, dotare lo scalo pescarese dell'apposito ufficio veterinario frontaliero, requisito fondamentale per poter accogliere anche le partite di merci alimentari che andrebbero poi destinate al potente indotto commerciale e turistico di Abruzzo, Molise e parte del Lazio. Un'occasione da non perdere, tanto più che gli scali di Fiumicino e Ciampino risultano oggi vicini al collasso per le ingenti quantità di derrate da gestire». Potenziare il traffico merci continuando a puntare sul traffico passeggeri, da sempre settore trainante: «Non dimentichiamo ovviamente anche la necessità di poter collegare Pescara con tutti quei Paesi europei che tradizionalmente garantiscono afflussi turistici importanti. - si conclude la nota di Confcommercio - Ci riferiamo quindi a Germania, Inghilterra, Francia, Russia, Olanda, i cui turisti, grazie a un'opportuna e penetrante campagna di marketing territoriale, potrebbero sfruttare le enormi potenzialità di costa, collina e montagna».