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Pescara, 24/03/2026
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Data: 28/08/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Pressing sulla Regione per salvare l’aeroporto d’Abruzzo. Confcommercio: dobbiamo recuperare sullo scalo di Ancona. Ieri tre voli dirottati da Roma a Pescara per il maltempo

PESCARA «La prevalenza degli scali ferroviari, portuali e aeroportuali che Ancona vanta rispetto a Pescara non potrà mai essere colmata senza un progetto politico e un intervento deciso da parte della Regione nei confronti dei competenti ministeri». E’ la Confcommercio, presieduta da Ezio Ardizzi, a intervenire dopo la polemica sui trasporti in cui è emerso che Ancona batte Pescara sui quattro fronti: aerei, porto, autostrade e treni. Per questo, la Confcommercio interviene, come spiega, «per stimolare e spingere gli amministratori della Regione, ma anche del Comune, a compiere tutti gli interventi e le possibili sollecitazioni per tutelare e potenziare l’aeroporto di Pescara, importantissima risorsa economica per la città e per l’intero Abruzzo». L’aeroporto d’Abruzzo non sta infatti vivendo una stagione felice perché è probabile la perdita dei voli notturni postali che implicherebbe anche la chiusura dello scalo nelle ore notturne. Intanto ieri, a causa del forte maltempo che si è abbattuto su Roma, alcuni voli da Ciampino e Fiumicino sono stati dirottati a Pescara. Sono quelli provenienti da Manchester, da Tirana e dalla Transilvania che sono stati dirottati nello scalo di Pescara: due aerei sono ripartiti vuoti e i passeggeri sono stati trasportati a Roma in pullman mentre un terzo è ripartito con i passeggeri. Sempre sulla situazione dell’aeroporto d’Abruzzo, la Confcommercio prosegue ancora: «E’ indispensabile dotare lo scalo pescarese di un apposito ufficio veterinario frontaliero, un requisito fondamentale per poter accogliere anche le partite di merci alimentari che andrebbero poi destinate al potente indotto commerciale e turistico di Abruzzo, Molise e parte del Lazio. Un’occasione da non perdere», illustra sempre l’organizzazione, «tanto più che gli scali di Fiumicino e Ciampino risultano vicini al collasso per le ingenti quantità di derrate da gestire; l’aeroporto pescarese costituirebbe quindi una validissima alternativa a supporto di tutte le attività legate all’import-export di prodotti da e per l’Italia». L’organizzazione di riferimento dei settori del commercio, del turismo e dei servizi ricorda anche della necessità «di poter collegare Pescara con tutti quei Paesi europei che tradizionalmente garantiscono afflussi turistici importanti. Ci riferiamo quindi a Germania, Inghilterra, Francia, Russia e Olanda i cui turisti, grazie anche ad un’opportuna e penetrante campagna di marketing territoriale, potrebbero sfruttare le enormi potenzialità di costa, collina e montagna che lo splendido territorio abruzzese possiede ma che continuano sorprendentemente a restare sconosciute ai più». Queste, illustra ancora la nota della Confcommercio, sono «potenzialità supportate da strutture ricettive e balneari all’avanguardia, in grado di offrire agli ospiti tantissimi servizi e possibilità di intrattenimento. Esortiamo quindi Regione in primis», conclude, «ma anche, a supporto di questa, amministrazioni comunali, provinciali e Camere di commercio abruzzesi a intervenire con urgenza nei confronti di tutte le competenti sedi tecniche e istituzionali per la tutela e il potenziamento dell’aeroporto di Pescara, immensa risorsa economica e turistica».

Fit-Cisl sullo scalo «Sottovalutata la strategicità»

«Le tante prese di posizione sull’aeroporto d’Abruzzo necessitano di alcuni chiarimenti perché si sta correndo il rischio di banalizzare problematiche che richiedono il massimo approfondimento», dice il segretario generale aggiunto della Cisl Trasporti Abruzzo Amelio Angelucci. «L’abbandono da parte di Poste italiane per quanto attiene i voli di propria competenza in partenza da Pescara è di certo un ulteriore elemento di preoccupazione per il nostro territorio ma non ha nulla a che vedere con il rischio di chiusura dello scalo. Il controllo del traffico aereo è regolato da un contratto di servizio e solo la modifica di quest’ultimo può intervenire sul presenziamento H24». Un altro aspetto da chiarire, per Angelucci, «è la relazione che c’è tra la Saga e l’operatività dell’aeroporto perché», come spiega, «le problematiche della Saga sono legate alla sostenibilità economica della società stessa che prescinde, ovviamente, da quello che è o sarà il presenziamento notturno per quanto attiene il controllo del traffico aereo». «Come Fit Cisl», conclude, «riteniamo che ci siano tante componenti non aeronautiche che non hanno intuito la strategicità dell’infrastruttura».

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