Ieri primo sopralluogo sui resti del bus volato dal viadotto. Il legale: «I rottami trovati chilometri prima coincidono»
ROMA I freni del bus precipitato il 28 luglio scorso da un viadotto sull’A16 Napoli-Canosa nei pressi di Monteforte Irpino erano rotti. Lo riferisce il legale della famiglia Del Giudice (nell’incidente sono morti il padre e le sue due figlie), l’avvocato Andrea Pianese, chiarendo che non ci sono più dubbi sulla corrispondenza tra le parti meccaniche recuperate in autostrada e il bus finito nella scarpata. Un volo di trenta metri che ha causato la morte di 39 persone, distruggendo intere famiglie. L’impianto di trasmissione, ha spiegato il perito, i cui pezzi sono stati trovati qualche chilometro prima del viadotto maledetto, combaciano e proprio la sua rottura avrebbe provocato il cedimento del soffietto dell’impianto frenante. Inutile il tentativo disperato dell’autista, Ciro Lametta, di evitare la tragedia: «Ha cercato in tutti i modi di rallentare il bus, appoggiandosi al new jersey che però ha ceduto» hanno confermato gli esperti. Diciassette i periti che ieri hanno preso parte al sopralluogo sui resti del pullman sotto sequestro. Per primi, sono entrati i tre professionisti nominati dalla procura di Avellino che sta conducendo l’inchiesta, e dopo alcuni minuti, non senza qualche protesta, i 14 nominati dagli indagati e dalle parti offese. Durante il sopralluogo uno dei periti ha battuto per distrazione contro una trave di ferro ferendosi alla testa ed è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Avellino. È dunque sul sistema frenante che si è concentrata l’attenzione. Secondo i primi accertamenti, qualche chilometro prima di arrivare sul viadotto Acqualonga – il pullman fino a quel momento viaggiava a velocità regolare sull’A16 – la corona di trasmissione avrebbe ceduto. Sarebbe rimasto agganciato un solo perno, che ha poi danneggiato i freni. Si sta valutando anche il sistema frenante meccanico che, agendo su una sola ruota, potrebbe aver provocato la traiettoria irregolare dell’autobus per circa un chilometro prima del precipizio. «Il pullman – ha spiegato Pianese – ha perso tutto e non aveva più i freni». Il legale rappresenta la famiglia Del Giudice, distrutta nell’incidente. È rimasta solo la mamma Clorinda. Il marito Antonio di 51 anni e le sue figlie, Silvana di 22 e, Simona di 16 non ci sono più. Quando gli accertamenti tecnici saranno completati, i pm potranno interrogare nuovamente i tre indagati: Gennaro Lametta titolare della Mondo Travel; Michele Renzi responsabile di quel tronco dell’A16 e Antonio Sorrentino responsabile della manutenzione del tratto di autostrada teatro della tragedia. Oggi, a tre mesi dalla tragedia, l’amministrazione comunale di Pozzuoli ha annunciato che commemorerà le 39 vittime nel corso di una messa che verrà celebrata il 3 settembre nella concattedrale San Paolo di Monterusciello.