NAPOLI «Il pullman aveva i freni fuori uso». Dopo le prime verifiche effettuate ieri dai periti a Mercogliano, emerge subito una verità scottante sulla tragedia del viadotto di Monteforte in cui persero la vita 39 persone. A parlare è l’avvocato Andrea Pianese, legale di Clorinda Iaccarino che, nell’incidente avvenuto un mese fa in Irpinia, ha perso il marito e le due figlie. Alla base della tragedia, dunque, ci sarebbe un guasto meccanico, come ipotizzato subito dagli agenti della Polstrada di Avellino. Il pezzo dell’impianto di tramissione del pullman, ritrovato a circa un chilometro dal luogo dell’incidente, staccandosi, avrebbe fatto perdere il controllo del bus che a forte velocità, dopo aver impattato contro le barriere di protezione, è precipitato dal cavalcavia.
LA CONFERMA
«Stando quanto mi hanno riferito i nostri consulenti – afferma l’avvocato Andrea Pianese - l’ingegnere Angelo Picascia e il perito automobilistico Francesco De Luca, dopo aver visionato il pullman precipitato dal viadotto, il pezzo di trasmissione ritrovato circa un chilometro prima del luogo dell’incidente avrebbe causato la rottura dei freni. I periti presenti hanno provato a collegare sotto il pullman questo pezzo ritrovato e ne hanno verificato innanzitutto l’appartenenza al bus. Secondo i consulenti, il pezzo dell’impianto di trasmissione staccandosi ha danneggiato il soffietto di destra dell’impianto frenante e il sistema, di conseguenza, ha perso aria, non funzionando più. Attendiamo che la Procura della Repubblica di Avellino confermi o smentisca questa nostra prima valutazione. La cosa che mi ha colpito è che questo pezzo, staccatosi dal mezzo, era attaccato in origine con dodici bulloni, che si sono allentati fino a determinarne il distacco dal resto delle parti meccaniche. Era collocato in una zona del pullman davvero difficile da tenere sotto controllo. Non so se quei bulloni abbiano ceduto perché il mezzo era abbastanza vecchio o in seguito a delle riparazioni. Questo sarà stabilito nella relazione che sarà consegnata ai magistrati. Si tratta comunque di un mezzo turistico immatricolato nel 1995». Gli esperti hanno visionato il pullman per più di nove ore.
LA RELAZIONE
I tre consulenti nominati dalla procura, Andrea Demozzi, di Trento, Lorenzo Caramma, di Palermo e Alessandro Lima di Avellino, hanno novanta giorni per consegnare una dettagliata relazione tecnica. Uno dei periti degli indagati, l’ingegnere Eugenio Rapinese, nominato dal titolare della «Mondo Travel» di Gennaro Lametta, si è ferito mentre era in corso l'incidente probatorio sul bus. Rapinese si era chinato per visionare la parte bassa del pullman e, alzandosi, ha battuto la testa su una trave. Sul posto è stata fatta arrivare un'autoambulanza. I sanitari lo hanno portato in ospedale dove gli sono stati applicati due punti di sutura al cuoio capelluto. È cauto l’avvocato Francesco Lubrano, che difende uno degli indagati, Gennaro Lametta, il titolare dell’agenzia proprietaria del mezzo. «Per rispetto delle persone – afferma Lubrano - che sono decedute bisogna aspettare le consulenze che verranno depositate non prima di novanta giorni. In questa fase sono tutte illazioni le considerazioni che vengono fatte». Nei prossimi giorni le perizie continueranno sugli altri veicoli coinvolti nell’incidente e sul tratto autostradale dove si è verificata la tragedia