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Pescara, 24/03/2026
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Data: 28/08/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Letta e Alfano siglano l’accordo per frenare gli ultrà della crisi

Girandola di vertici a palazzo Chigi i ministri mediano con i rispettivi partitiIl rinvio sull’abolizione definitiva sarà
la polizza di assicurazione dell’esecutivo

E di riporre, per ora, l’ascia di guerra che il 9 settembre verrà esibita nelle giunta del Senato. E così Letta ed Alfano hanno avuto dai rispettivi partiti il via libera per rimettersi intorno ad un tavolo e trovare, con Brunetta, Casero, Fassina e Baretta, le coperture che permetteranno di considerare definitivamente chiusa per il 2013 la questione della tassa sulla casa.
VIA LIBERA

Una boccata d’ossigeno per il governo che da domani potrà esibire l’intesa come la dimostrazione che, messe da parte le opposte tifoserie, è possibile affrontare i problemi del Paese. Una girandola di incontri a palazzo Chigi che nel primo pomeriggio di ieri si sono infittiti trovando nuovo slancio quando da Arcore il Cavaliere ha dato il via libera all’intesa dopo che il sottosegretario del Pdl Luigi Casero lo assicurava sulla cancellazione della seconda rata. «Una vittoria nostra», assicurano nel Pdl, ma anche nel Pd c’è chi brinda per le coperture trovate su cig ed esodati e per non aver esentato dalla tassa le case di lusso. Ma questa sera, quando il Consiglio dei ministri sancirà la cancellazione della tassa per l’anno in corso, saranno Letta e Alfano a scendere in conferenza stampa per illustrare il provvedimento che rimanda ad una ancora tutta da definire “service tax” il futuro della nuova imposta. La riforma dell’intera tassazione sugli immobili per il 2014 rappresenta quindi la polizza che il governo presenta ai partiti di maggioranza e soprattutto a coloro che immaginano elezioni anticipate entro l’anno. «Sarà la legge di stabilità a sistemare bene tutte le coperture e a dare certezza al tutto», fanno sapere da via XX Settembre. I contribuenti dovranno quindi attendere la fine dell’anno prima di poter valutare se la cancellazione dell’Imu lascerà qualcosa nelle tasche anche per il futuro.
La saldatura con il nodo dell’agibilità politica di Silvio Berlusconi e il voto nella Giunta del Senato, sta tutta qui e il requisito della stabilità diventa la prima copertura che va assicurata al provvedimento affinchè si stabilizzi per gli anni a venire. Ovvio quindi che, dopo una giornata di riunioni, il vertice di ieri sera a palazzo Chigi di Letta con il suo vice Alfano, e i ministri Saccomanni, Lupi, Franceschini, e il capogruppo del Pdl Brunetta si sia trasformato in una sorta di gabinetto di guerra nel quale il provvedimento è stato analizzato tenendo conto delle possibili obiezioni delle rispettive tifoserie. A Franceschini è toccato il compito di rappresentare le posizioni e le possibili osservazioni del Pd di Epifani e di Scelta Civica, mentre Alfano e Brunetta hanno tenuto saldo il principio della cancellazione della tassa rivendicato più volte da Berlusconi. Da questa sera per Letta e Alfano potrebbe diventare «una follia» doppia far cadere un governo «che lavora e non tira a campare». I toni bassi di molti esponenti del Pd e le bacchettate di Berlusconi ai falchi del Pdl hanno favorito la tregua e l’intesa che si concretizzerà nel Consiglio dei ministri di questa sera, ma da dopodomani si tornerà sulle montagne russe perché il Cavaliere resta in attesa di un segnale dal Quirinale affinché intervenga sul partito di Epifani e apra alla prospettiva della grazia extra-large in grado di cancellare anche le pene accessorie e gli eviti la decadenza da senatore.

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