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Pescara, 24/03/2026
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Data: 29/08/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legnini: «Più soldi per la ricostruzione»

«Si vedono diverse gru che testimoniano, finalmente, l’avvio della ricostruzione pesante». Il sottosegretario Giovanni Legnini è in piazza Duomo, pronto a partecipare al corteo della Perdonanza, quando inietta una buona dose di fiducia per la rinascita della città. In particolare lascia chiaramente intendere che il governo si impegnerà per rendere spendibile più facilmente il miliardo e duecento milioni stanziato di recente. Significa, allargando il discorso, che si cercherà di rimpinguare per quanto possibile la casse della ricostruzione. Legnini ha affidato a una nota ufficiale il suo pensiero: «Dopo lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro, deciso dal governo Letta, e la parziale anticipazione della spendibilità di queste risorse, dopo lo sblocco di 100 milioni di euro per lo sviluppo dell’economia, e la velocizzazione delle procedure di pagamento dei Sal, si deve ora completare questo processo, auspicabilmente con la Legge di stabilità. In quella sede ci prefiggiamo di garantire una più rapida spendibilità delle risorse già stanziate, per poi individuare le ulteriori risorse ancora necessarie». Poi, di persona, ha approfondito il concetto: «Dopo il pezzo di lavoro fatto, abbiamo da completare l’opera, rendendo spendibile l’intera risorsa (1,2 miliardi già stanziati, ndr) nella legge di Stabilità e successivamente reperire ulteriori risorse». Più soldi, dunque, in Finanziaria? «La legge di Stabilità deve consentire innanzitutto di anticipare la spendibilità del miliardo e duecento milioni, ad ora spalmato su sei anni. Questo consentirà, nell’impegno che abbiamo assunto, di continuare con questo ritmo nell’avvio dei cantieri. Parallelamente bisognerà aprire l’ulteriore cantiere del reperimento di nuove risorse, e questo si farà nei modi e nei tempi con cui sarà possibile».
Nel frattempo proseguono senza sosta le demolizioni, in molte zone della città. L’ordine degli Ingegneri, però, esprime perplessità. «Le nostre preoccupazioni - è scritto in una nota - scaturiscono dal profondo contrasto che rileviamo fra la disposizione, attuativa di un protocollo d'intesa, alla stesura del quale non siamo stati minimamente coinvolti, che pur perseguendo obiettivi nobili e condivisibili, pecca nell'individuazione dei soggetti coinvolti nella sua attuazione, oltre che nella graduazione degli obblighi e delle responsabilità ad essi attribuibili, e le normative di riferimento. Parlando di “demolizione”, si attinge a due normative: quella sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori (D.Lgs 81/ 2008 ) e quella sulla gestione dei rifiuti (D.Lgs 152 / 2006 ). Ambedue queste norme nulla attribuiscono in termini di competenza: al committente dell’opera per quel che riguarda il piano di demolizione; al proprietario del sito per ciò che attiene la produzione. È per ciò che non si capisce la chiamata in causa del “beneficiario del contributo”, che nulla attiva per lo svolgimento dell’attività di demolizione e non si può pensare che ne sia direttamente implicato solo perché titolare del contributo».

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