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Data: 29/08/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abolita l’Imu sulle prime case, torna l’Irpef su quelle sfitte. Stanziato mezzo miliardo per la Cig, salvati 6.500 esodati

ROMA Abolizione definitiva della prima rata dell’Imu per abitazione principale e immobili rurali, impegno a cancellare anche la seconda (ma con coperture in seguito), esenzione dall’imposta municipale per gli immobili invenduti, deducibilità dell’imposta per imprese e lavoratori autonomi, parziale ripristino del’Irpef sulle case a disposizione. E poi sblocco di un’ulteriore tranche di 10 miliardi di debiti della pubblica amministrazione, rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e salvaguardia per altri 6.500 esodati. È discretamente corposo il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che troverà la sua versione definitiva solo nelle prossime ore.
LE RISORSE
Sul fronte delle coperture la scelta è evitare che nuove tasse vadano a sostituire quelle cancellate. Così i fondi necessari verranno dalla maggiore Iva derivante proprio dalle fatture che saranno pagate ai fornitori dello Stato e degli enti locali, da una sanatoria sullo storico contenzioso con le società del settore dei giochi per il mancato collegamento degli apparecchi alla rete telematica (che dipende comunque dall’adesione degli interessati) e da tagli lineari alle spese per consumi intermedi e per investimenti, provvisoriamente fissato nella misura del 10 per cento. Il tutto per un ammontare di quasi 3 miliardi di euro. Ovviamente restano da definire entro il 15 ottobre le coperture necessarie al completamento dell’operazione Imu per il 2013. Dunque alla fine si è deciso di percorrere la via del realismo: c’è il pieno impegno politico a non far pagare l’Imu quest’anno ai proprietari di abitazione principale e a 3 milioni di agricoltori, ma nel testo il secondo passo necessario, ossia lo stop alla rata di dicembre, non c’è. Così come non ci sono accenni al tema dell’aumento dell’aliquota Iva destinato a scattare da ottobre (che verosimilamente sarà affrontato in seguito) e alla maggiorazione Tares di 30 centesimi a metro quadrato, da versare a dicembre, destinata quindi a rimanere in vigore.
LE IMPRESE
Una boccata di ossigeno dovrebbe arrivare anche per il mondo produttivo, con la norma - presente nel testo entrato in Consiglio dei ministri - che stabilisce per imprese e lavoratori autonomi la deducibilità al 50 per cento su imposte dirette e Irap dell’Imu pagata sui propri immobili produttivi. La novità dovrebbe valere per l’anno fiscale 2013, quindi per le dichiarazioni del prossimo anno. Questa novità molto attesa sarà però pagata dai proprietari di seconde e terze case, non affittate, che sempre a valere sull’anno fiscale in corso torneranno a pagare l’Irpef (cancellata con l’introduzione dell’Imu) pur se nella misura del cinquanta per cento. In materia di Imu il decreto contiene anche la cancellazione dell’imposta sull’invenduto, che scatterà già dalla rata di dicembre - un modo per venire incontro al settore dell’edilizia in un momento così difficile per il mercato immobiliare - e la conferma del rimborso ai Comuni degli introiti che verranno meno quest’anno. I sindaci potranno anche contare sulla proroga al 30 novembre del termine per la predisposizione dei bilanci.
Per gli ammortizzatori sociali in deroga arrivano altri 500 milioni, che almeno in parte deriverebbero da risorse interne al ministero del Lavoro come il Fondo per l’occupazione. Infine un po’ a sorpresa è stato inserito nel testo un intervento a favore degli esodati, ed in particolare quei lavoratori licenziati individualmente tra il 2009 e il 2011, che con le vecchie regole previdenziali avrebbero avuto accesso alla pensione entro il 2014. La salvaguardia di queste 6.500 persone, che potranno sfruttare i precedenti requisiti, costerà 700 milioni fino al 2020.

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