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Data: 30/08/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Iva, rischio aumento E l’Europa ci guarda. Fassina lancia l’allarme: «Non ci sono risorse, a ottobre lo scatto» Alfano: «Faremo di tutto per evitarlo». Nuovo scontro con il Pdl

ROMA Archiviata la pratica Imu, ma non le polemiche, resta lo scontro nella maggioranza è sull’aumento dell’Iva che dovrebbe scattare il prossimo primo ottobre. Mentre l’ex premier Mario Monti attacca con toni per lui inusitati Letta per aver ceduto alle pressioni del Pdl, accettando il diktat sulla tassazione della prima casa, è il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina ad aprire il nuovo fronte. La vittoria del Pdl sull’Imu, scrive nel suo blog Fassina, ha cancellato «risorse preziose» rendendo «irrimediabile» l’aumento dell’imposta sui consumi. Immediata la reazione del Pdl che accusa: quella di Fassina è una «provocazione». Enrico Letta promette l’impegno del Governo per evitare l’aumento. «Faremo di tutto per evitarlo», dice, le coperture sono da trovare ma «quando c’è la volontà politica come dimostra l’Imu le risorse si trovano», spiega. Parole che non frenano l’ira del Pdl. «Stefano Fassina straparla non ci sarà alcun aumento dell’Iva come da accordi di maggioranza, aspettiamo smentite del ministro dell’Economia e delle Finanze», tuona il capogruppo Pdl Renato Brunetta, seguito da un vero e proprio coro di proteste di esponenti del suo partito. Un coro che si chiude con l’intervento di Silvio Berlusconi. «L’Iva non va assolutamente aumentata, siamo un Paese che non ha bisogno di aumenti di tasse ma di riduzioni fiscali», dice Berlusconi, tornato a Roma. Il leader del Pdl parla ai microfoni di Studio Aperto e rivendica il successo sull’Imu. «Agli italiani dico: abbiate buona memoria e ricordatevi di chi è il merito di questa abolizione», dice l’ex premier che al governo chiede di ridurre la pressione fiscale per rilanciare i consumi. Poi avverte Letta: «Ora ci sarà sorveglianza su questa service tax, per noi la prima casa è sacra». Sull ’abolizione dell’Imu però arriva il monito di Bruxelles. L’Unione europea sta analizzando la decisione presa dal governo Letta e aspetta di vedere quali misure compenseranno il gettito fiscale perso, avverte il commissario per gli affari economici Olli Rehn ricordando gli impegni presi da Enrico Letta sugli obiettivi di bilancio. Durissimo Mario Monti. Letta non faccia «lo smidollato» e tenga la «spina dorsale dritta» dice il Professore molto arrabbiato perché il premier non ha tenuto conto della proposta di Scelta civica di «ristrutturare» la tassazione sulla casa, abolendola. Letta secondo Monti ha voluto garantire «la sopravvivenza del suo governo con la resa» sull’ Imu. E ora Monti minaccia: «Noi non siamo condannati ad appoggiarlo sempre». Sul fronte dell’aumento dell’Iva è lo stesso Pd a prendere le distanze da Stefano Fassina. «Il Pd metterà in atto ogni sforzo per far sì che non ci sia il previsto aumento delle aliquote», assicura il responsabile economico democratico Matteo Colannino. Il governo, aggiunge Pier Paolo Baratta, esponente del Pd anche lui e sottosegretario al Tesoro, farà di tutto per evitare l’aumento dell’Iva benchè «sia chiaro che più passano i giorni più si riducono le risorse». Tre sono le priorità in questo momento per il governo, spiega ancora Baratta. Trovare «le risorse necessarie per finanziare il rimanente 50% della Cig, la seconda rata dell’Imu e evitare l’aumento dell’aliquota Iva». Ma l’esecutivo farà tutto il possibile per trovare le risorse necessarie, assicura Baratta. Tocca a Guglielmo Epifani smentire le parole di Fassina. Il segretario del Pd parla al Tg3 dopo che per tutta la giornata il suo blog è stato preso d’assalto dai commenti molto irritati dei militanti, convinti che il partito si sia arreso a Berlusconi. «Ieri sono stati presi i primi provvedimenti sull’Imu, il percorso si completerà con la manovra di bilancio di settembre e ottobre: l’Iva, la Cig e gli esodati devono stare in questa seconda parte», avverte. Quanto alla service tax il segretario democratico mette le mani avanti. «La nuova tassa comunale sarà integralmente locale e unificherà l’Imu, la Tares e altre imposte. Costerà meno agli italiani, dobbiamo solo stare attenti che i criteri di equità della nuova tassa siano rispettati».

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