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Pescara, 24/03/2026
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Data: 30/08/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Service tax. Costo fra 500 e 1.000 euro. Primi calcoli sulla nuova tassa. Allo studio aliquote e criteri. I sindacati: stangata scaricata sugli inquilini

MILANO La nuova service tax è già al centro della bufera. A cominciare dal nome, Taser, che già nella serata di giovedì è stato archiviato dal governo per gli sconvenienti richiami alla pistola elettrica in uso alle forze di polizia americane. Base imponibile. Secondo le indicazioni del Consiglio dei ministri la nuova imposta avrà due componenti: Tari e Tasi. Per la prima le aliquote, commisurate alla superficie saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità. La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa i fabbricati: l’amministrazione comunale potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell'immobile) che dell'occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali). Aliquote. Buio pesto sulla percentuale richiesta dalla nuova imposta: il sottosegretario all’economia Baretta ha confermato solo che è previsto «un tetto alle aliquote massime in modo che l'intera operazione non superi l'attuale livello di imposizione». In assenza di agevolazioni per i redditi più bassi, il gettito dell'Imu ad aliquota standard (circa 3,4 miliardi di euro) e la contestuale eliminazione della maggiorazione Tares (valutato in 1 miliardo) sarebbe assicurato da un'aliquota dell'1,9 per mille della nuova service tax (4,3 miliardi) sempre su base prevalentemente catastale. Introducendo invece agevolazioni per tenere conto delle situazioni soggettive di svantaggio, si potrebbero incassare altrettanti 4,3 miliardi con aliquote variabili tra 1,9 e 3,4 per mille, in dipendenza della modulazione dell'agevolazione concessa. Quali servizi. Con la nuova imposta i comuni dovrebbero coprire le spese cosidette indivise: illuminazione, tenuta delle strade, polizia locale. Il gettito dovrà essere lo stesso garantito dall’Imu, per evitare buchi nei bilanci delle amministrazioni locali. In realtà molte di queste voci erano già state ricomprese nella Tares quindi la nuova imposta dovrà amplificare il campo d’azione e ieri si ipotizzavano anche il verde pubblico, l’arredo urbano e i centri sportivi. Costo per nucleo famigliare. In attesa che vengano stabilite aliquote, criteri di calcolo (superfici e\o rendite catastatali), riduzioni e esenzioni (nuclei famigliari numerosi, raccolta differenziata, ecc.) visto che l’obiettivo è garantire un gettito quasi identico a quello di Imu e Tares si stima che la service tax possa aggirarsi tra 500 e 1000 euro l’anno. Secondo l’ufficio studi della Uil Politiche locali la Tares, che incideva sull’80% della superficie calpestabile (le vecchie tasse-rifiuti invece sulla superficie dichiarata) con un aggravio di 30 centesimi al metro quadrato (incrementabile a 40) per i servizi indivisibili dei Comuni (manutenzione delle strade, illuminazione pubblica ecc.), valeva 224,70 euro di media nazionale che salivano a 356 euro per le città metropolitane. Nodo metropoli. Rimane un problema di difficile soluzione: far pagare i servizi nelle città con altissimo pendolarismo «Per realtà come Milano – sottolinea il presidente di Assoedilizia, Colombo Clerici - il pendolarismo (800.000 pendolari quotidiani a fronte di 1.300.000 abitanti) è da comuni limitrofi, del tutto autonomi sul piano amministrativo e fiscale: un fenomeno quindi che produce costi non compensati. Come si farà ad applicare la service tax, che dovrebbe esser a scala metropolitana? », si chiede Clerici che ipotizza che la nuova imposta non possa garantire l’equilibrio dei bilanci senza un incremento delle tariffe di molti servizi a cominciare dal trasporto pubblico.

I sindacati: stangata scaricata sugli inquilini
Per Sunia, Sicet e Uniat, la nuova imposta peserà in media mille euro su chi ha un alloggio in affitto

MILANO Nonostante le rassicurazioni, sono soprattutto i sindacati inquilini a lanciare l'allarme. Sunia, Sicet e Uniat sono concordi nella denuncia: «scaricare, anche parzialmente, i costi dell'operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile. Questa misura, se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo dell'abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare». Il segretario nazionale dell'Unione Inquilini, Walter De Cesaris, è arrivato a fare le cifre: «una stangata media da circa 1000 euro. Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo, ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l'intera Imu oggi pagata dai proprietari». Anche per De Cesaris si rischia uno «tsunami di sfratti per morosità»: l'80% degli inquilini ha un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro e già oggi il 90% delle circa 70.000 sentenze annue di sfratto sono per morosità. In tale contesto, la sostanza è, pertanto, uno spostamento di imposizione fiscale dalla proprietà agli inquilini. Un bel regalo alla rendita immobiliare, come il taglio dell'Imu sulle case invendute dei costruttori che, invece di abbassare i prezzi o offrirle alla locazione a prezzi compatibili, si vedono offrire un vantaggio fiscale iniquo salvaguardando la speculazione. Agli inquilini hanno replicato il sottosegretario all'economia, Pier Paolo Baretta, e il ministro degli affari regionali Del Rio. «La struttura della service tax prevede una componente patrimoniale, e la componente della tassa che riguarda i servizi che sarà pagata anche dai proprietari, perché buoni servizi aumentano il valore dell'immobile», mentre la componente rifiuti sarà pagata da chi occupa, così come già accade oggi, «compreso chi è proprietario della casa in cui vive», dice Baretta. Anche Del Rio ha tenuto a sottolineare che «la service tax semplificherà perché ingloberà una nuova tassa sui rifiuti che terrà molto più conto dello stimolo a fare la raccolta differenziata. Complessivamente, dunque, la nuova tassa sui servizi sarà meno pesante di Imu più Tares».

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