LE PRIORITA' CITTADINE Se fossi il primo cittadino punterei a valorizzare l’area di risulta e a garantire le manutenzioni ordinarie
PESCARA Il centrodestra inizia a ragionare sul futuro sindaco di Pescara e, all’avvio del quarto inverno dell’amministrazione del sindaco Luigi Albore Mascia, si prepara alla prossima tornata elettorale con le riflessioni di Lorenzo Sospiri, nipote del leader di An Nino scomparso nel 2006, 35 anni, coordinatore provinciale del Pdl e consigliere regionale e comunale. Sospiri, l’amministrazione Mascia è agli sgoccioli, che segno lascia? «In questo momento è la più grande stazione appaltante di opere pubbliche, la città con la più bassa tassazione su casa e Tarsu, la città più puntuale nei pagamenti e quella con fondamenti economici e di lavori pubblici lanciata a cogliere obiettivi prestigiosi». Una città fantastica. «Assolutamente sì, ha solo un problema di manutenzione a causa della crisi di cui soffre in questo momento ogni città». C’è un aspetto di continuità tra l’amministrazione di centrodestra di Mascia e l’ex di centrosinistra di D’Alfonso? «Certo, stiamo chiudendo delle opere che altri hanno immaginato. La più importante è il nuovo ponte che abbiamo appaltato e i cui lavori inizieranno nei prossimi mesi. Un’infrastruttura importante per la mobilità perché dall'asse attrezzato si accederà direttamente al centro». L’elemento di discontinuità? «La filovia che loro hanno ritardato e che noi chiuderemo. Siamo fiduciosi sul pronunciamento della Via che ha chiesto un’integrazione puerile. La filovia andrà in esercizio nel 2014 e sarà il sistema più moderno di mobilità di massa come quelli di Parigi o di Barcellona. Anzi, il nostro sarà più moderno». La prima cosa che farebbe da sindaco di Pescara? «Due cose: completare l’iter dell’area di risulta con un grande parco e un sistema di parcheggi e invertire la manutenzione: partire da quella ordinaria e non da quella straordinaria. La città non è sporca, anzi è pulita e Attiva funziona bene ma si spera che a cambiare siano i fattori economici». Si candida a sindaco di Pescara? «Abbiamo un candidato uscente, Luigi Albore Mascia, che stimo. Abbiamo una coalizione e oltre me ci sono altri amici che hanno la possibilità di svolgere il programma. Fatta salva la riproposizione del candidato uscente sì, sarei disponibile: e chi non lo sarebbe? Il centrodestra ha una serie di personaggi che hanno l’amore giusto per fare il sindaco di questa città». Chi sono i personaggi? «Guerino Testa, Carlo Masci, Nazario Pagano, Alfredo Castiglione, Lorenzo Sospiri, Marcello Antonelli, Federica Chiavaroli». Testa è papabile per... ? «Perché è un ottimo presidente della Provincia e per la sua grande capacità di relazione». Lei perché? «Per l’attaccamento alla città e la determinazione nelle battaglie. Ma, comunque, nel caso in cui non ci fosse il candidato uscente sono favorevole alle primarie». Che battaglia condurrebbe per la città? «Per il definitivo completamento del nostro porto la cui condizione mi ha fatto soffrire». La sua città modello? «La Pescara di adesso». Perché la senatrice Chiavaroli sarebbe indicata a fare il sindaco di Pescara? «Perché è una donna intelligente e perché è stata un ottimo consigliere comunale e regionale. E’ appassionata, sta lavorando bene da senatrice e, poi, chi amministra così bene le sue aziende e la famiglia può fare altrettanto bene l’amministratore di una città. Ma prima viene il sindaco uscente». Che voto dà all’amministrazione del sindaco uscente? «Otto meno». A che voto ambirebbe lei da sindaco? «Ovvio: dieci e lode».
Dogali (Udc): «Un Mascia bis? Forse, ma va ricontrattato»
Intanto i centristi minacciano battaglia sul progetto della pedonalizzazione di corso Vittorio e sul salvataggio della società Pescara parcheggi
PESCARA Albore Mascia candidato a sindaco alle elezioni dell’anno prossimo? Tutto dipende da come andranno a finire le trattative con i partiti alleati. L’Udc non dice no a priori, ma lega un eventuale via libera ad alcune condizioni. «Bisogna innanzitutto affrontare la questione delle alleanze alle prossime elezioni regionali», avverte il capogruppo dei centristi Vincenzo Dogali, «quello sarà il vero spartiacque, ma c’è anche da considerare la festa nazionale dell’Udc che si terrà il 13-15 settembre a Chianciano». Lì, si porranno le basi per accordi politici futuri. In pratica, l’Udc dovrebbe decidere se andare con il centrosinistra o schierarsi ancora una volta con il centrodestra. Poi ci sono i nodi locali da sciogliere. «Non abbiamo ancora affrontato il problema del candidato sindaco a Pescara», fa presente Dogali, «lo faremo, probabilmente, al congresso». «Quello che posso dire», aggiunge, «è che un eventuale ricandidatura di Mascia andrà rinegoziata, perché l’accordo che abbiamo fatto quattro anni fa per il nostro ingresso nella maggioranza scade alla fine di questa consiliatura l’anno prossimo, o addirittura prima se la giunta Mascia dovesse cadere». E l’Udc non dà affatto garanzie sulla conclusione naturale di questa consiliatura che dovrebbe terminare nella primavera dell’anno prossimo. Sul futuro dell’amministrazione continuano ad addensarsi nuvole nere cariche di pioggia. Ieri, l’Udc ha riunito il gruppo consiliare e il commissario provinciale del partito Enzo Di Vittorio per decidere il comportamento da tenere nella seduta del consiglio comunale di questa mattina, con all’ordine del giorno anche il salvataggio di Pescara parcheggi e il recepimento delle norme sul Decreto sviluppo in materia urbanistica. Dogali, ieri, ha ribadito che i centristi continueranno a dare battaglia su tutti i progetti che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare e che non sono contemplati nel programma di governo. In particolare, la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, fortemente osteggiata dall’Udc, la duna e il tunnel sulla riviera di Porta Nuova e la riqualificazione delle aree di risulta. Proprio qualche giorno fa il consigliere dell’Udc Licio Di Biase ha minacciato di raccogliere le firme per far sciogliere il consiglio comunale, se l’amministrazione comunale dovesse continuare a portare avanti il progetto delle aree di risulta in cui è prevista anche una torre con ristorante e uffici. La posizione di Di Biase, tuttavia, non sembra condivisa da tutto il gruppo consiliare. «Di Biase ha parlato a titolo personale», assicura Dogali.