LANCIANO «Altro che stangata fiscale sulle spalle dei disabili bisognosi, si tratta invece di una misura di equità sociale» Non ci sta l’assessore alle Politiche sociali Dora Bendotti a incassare le recenti accuse del consigliere Alex Caporale (Uniti per Lanciano) a proposito della prevista contribuzione ai servizi comunali di trasporto alle strutture sanitarie e riabilitative. Si tratta di nuove modalità contenute nel regolamento del servizio, proprio oggi in approvazione in Consiglio Comunale, contestate da Caporale, analogamente a quanto avvenuto per l’assistenza domiciliare, come un carico insostenibile per anziani, disabili, non autosufficienti. «Il servizio – obietta l’assessore-finora era concesso gratuitamente a tutti, poveri e ricchi, ma in questo momento di drammatica difficoltà è giusto che chi ha di più contribuisca a sostenere il servizio anche a favore dei più bisognosi. I quali, soffrono particolarmente di questa crisi, una situazione nella quale le politiche governative e regionali dovrebbero piuttosto concentrare il maggior numero di risorse sul sociale». Trasferimenti «dall’alto» che sarebbero invece ad oggi praticamente rasi a zero, lamenta Bendotti: «Stiamo ancora aspettando il contributo regionale dello scorso anno per il piano sociale per la non autosufficienza». Il regolamento sarà sottoposto nei dettagli oggi in assise civica e, se approvato, entrerà immediatamente in vigore. In merito si può anticipare che, seguendo lo stesso criterio approvato per le contribuzioni ai servizi domiciliari comunali, contemplerebbe la contribuzione a partire dalla soglia Isee di 5mila euro riferita al solo soggetto invalido, a prescindere dal reddito dei familiari, con una gradualità progressiva per un’ampia gamma di fasce di reddito, le cui percentuali saranno chiarite oggi. Attualmente usufruiscono del servizio trasporti a Lanciano 111 utenti (65 maschi, 46 femmine), di cui 16 minori e 48 anziani, 63 in totale con frequenza continuativa, gli altri occasionale. «In realtà- assicura l’assessore - i soggetti sottoposti alle regole di corresponsione si ridurranno a pochissimi». L’obbligo alla contribuzione infatti non graverebbe sui soggetti che rientrano nelle condizioni di estrema gravità definite dall’art 3, comma 3 della legge 104.