TERAMO In viaggio da Roseto a Pescara sulla statale adriatica, come utenti di un qualsiasi autobus regionale, alla scoperta di fermate e servizi carenti, quasi da terzo mondo. Il viaggio inizia da Roseto. La prima cosa che si nota è che tanti utenti si chiedono: «Quando passerà l’autobus?». Il dilemma rimane, perché su tutto il tratto della statale non c’è uno straccio di tabella orari attaccato alle pensiline. Armati di pazienza iniziamo ad aspettare sul ciglio della strada, esclamando: «Tanto prima o poi passerà». A Roseto, in pieno centro alcuni cartelli, di fermata bus sono attaccati ai pali della segnaletica stradale. Proseguendo, davanti alla Rolli ci sono due fermate da brivido. Da un lato si rischia di cadere in un fosso e dall’altro invece si rischia di scomparire tra le erbacce e le auto parcheggiate davanti alla pensilina. Un’ altra fermata pericolosa è quella proprio davanti al “Mercatone uno” di Scerne. Qui i viaggiatori, in entrambi i sensi di marcia, non troveranno ne una pensilina ne un sedile per l’attesa. Quando piove, ci si bagna e basta in più bisogna attendere sul ciglio della strada rischiando di essere travolti dalle vetture in transito. Proseguendo, incontriamo sulla provinciale 28 per Atri, proprio davanti al cimitero, cartelli invisibili ricoperti dai rovi. Anche qui senza piazzole e orari. Per chi invece volesse servirsi del servizio pubblico della città di Pineto potrà notare di fronte alla Vemac vecchie tabelle arrugginite e vecchi orari sbiaditi dal sole. Andiamo verso Silvi. Qui c’è da rabbrividire. La prima fermata che si incontra è di fronte il distretto sanitario, dove scendono spesso anziani. La fermata posta al lato ferrovia fa spavento. Per raggiungerla occorre camminare in mezzo all’erba che confina con la carreggiata. Poco più avanti c’è la fermata per il centro commerciale Universo. Qui le pensiline ci sono, ma i vetri sono completamente sfondati. Vediamo la fermata della stazione ferroviaria. Miracolo, c’è anche un sedile per 3 persone,ma in mezzo all’acqua di una fontana che perde. Altra fermata critica: quella di fronte alla chiesa Assunta. Qui si attende categoricamente sotto il sole a fianco ad un cartello di annunci funebri.Spesso alcuni stranieri si sdraiano a terra sotto dei cespugli per ripararsi dal caldo. Prima del bivio di Santo Stefano c’è una fermata vicino a dei cassonetti dell’immondizia. Altra nota dolente. Comprare i biglietti. Di domenica occorre dare la caccia al rivenditore aperto. Magari nel frattempo passa il bus e, addio gita a Pescara.