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Data: 01/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Acqua, bus e rifiuti, corrono le tariffe locali

ROMA Elettricità e gas frenano. Ma acqua potabile, rifiuti e trasporti extra-urbani prendono il volo. Risultato: gli italiani subiscono un salasso tariffario ben superiore rispetto all’inflazione con pesanti conseguenze su portafogli e potere d’acquisto. I calcoli li hanno fatti gli esperti di Unioncamere prendendo in esame il periodo tra maggio 2012 e lo stesso mese del 2013. L’aumento tendenziale dei prezzi amministrati a controllo locale e nazionale è stato ben superiore al 3%, soprattutto a causa della forte accelerazione delle tariffe a controllo locale, cresciute in media del 4,9% nel periodo preso in esame, ben più di quelle a controllo nazionale (+3,5%). Gli impulsi al rialzo delle tariffe locali (sulle quali pesano i tagli ai trasferimenti regioni, province e comuni disposti dall'amministrazione centrale) si sono concentrati in particolare nel settore dei trasporti. Infatti l’ultimo dato disponibile - relativo a maggio - stima gli aumenti medi intorno al 5,3% tendenziale per il trasporto urbano e al 9,3% per i collegamenti extra urbani. Seguono a ruota i corrispettivi dell'acqua potabile (cresciuti in media del 6,7% tra maggio 2012 e maggio 2013) e dei rifiuti urbani (+4,7% nello stesso periodo).
TELEFONI E POSTE

Rispetto all'evoluzione delle tariffe locali, quelle nazionali - al netto di alcune specifiche voci - segnalano una tendenza meno accentuata della crescita media. Invece i consueti ritocchi di gennaio hanno spinto verso l'alto in misura più accentuata le tariffe postali che a maggio, in termini tendenziali, segnalavano un aumento medio del 10,1%. In particolare, il costo della spedizione della corrispondenza di base dentro i confini nazionali è passato da 60 a 70 centesimi di euro (+17%). Un'altra voce del tariffario nazionale oggetto di adeguamenti considerevoli è quella relativa ai pedaggi autostradali: +4,1% la variazione tendenziale annua rilevata a fine maggio. Sempre nel quadro delle tariffe nazionali, aumenti particolarmente consistenti si sono registrati anche per le tariffe telefoniche (+9,9% l'incremento tendenziale a fine maggio scorso), in particolare per effetto del tariffario 2013.
Commentando i dati, il presidente di Unioncamere Ferruccuio Dardanello ha sottolineato che per rilanciare i consumi «è indispensabile rallentare la corsa di tasse e tariffe, a cominciare da quelle locali. I tanti, piccoli mercati protetti che ancora resistono – ha osservato Dardanello – riducono il potere d'acquisto di famiglie e imprese e sono un freno alla ripresa». Così, il numero uno di Unioncamere ha invocato più trasparenza nella pubblica amministrazione «per capire i meccanismi di formazione dei prezzi a livello locale e far sì che questi possano incentivare i comportamenti più virtuosi. L'uso intelligente delle tariffe di certi servizi può rivelarsi una leva importante per uno sviluppo locale più sostenibile. A condizione di far crescere le capacità di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni».

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