Un’altra copertura al nuovo decreto arriverà dalla forte riduzione della detraibilità sulle polizze assicurative contro il rischio di morte e di infortuni. Attualmente è possibile detrarre dall’Irpef i premi pagati fino ad un tetto di 1.291 euro. Dalla dichiarazione 2014 (sui redditi 2013) si potranno scalare dalle imposte soltanto 630 euro, praticamente la metà. Dall’anno successivo, il taglio è ancora maggiore: si scende infatti a 230 euro. La nuova disciplina si estende a tutti i contratti stipulati o rinnovati entro il periodo d’imposta 2.000 che quindi hanno già beneficiato delle detrazioni più alte. Le maggiore entrate previste per lo Stato sono pari a 458,5 milioni per il 2014, 661 milioni per il 2015 e 490 milioni per il 2016.
Una parte delle coperture finanziarie del decreto attivano da risparmi di spesa. Data la difficoltà di ricavare risorse finanziarie in tempi rapidi da un’azione di revisione della spesa (spending review) come quella che il governo intende comunque impostare, i tagli sono sostanzialmente di natura lineare rispetto ai bilanci dei ministeri, per i consumi intermedi e gli investimenti fissi lordi: questa voce dovrebbe fruttare circa 300 milioni, di cui quasi la metà è a carico del ministero della Difesa. Altri 676 milioni arriveranno invece dalla riduzione di autorizzazioni di spesa relative in larga parte a opere infrastrutturali, ma anche ad esempio ad assunzioni nel settore dell’ordine pubblico e della sicurezza. Voci che potrebbero poi essere recuperate in futuro.