PESCARA E’ diversa l’angolazione da cui l'economista Pino Mauro e il governatore della Regione, Gianni Chiodi, fotografano la crisi economica che continua a mordere l'Abruzzo, nonostante i dati di partenza, quelli forniti dall'Istat sul secondo trimestre del 2013, siano gli stessi. Ha scritto Mauro, ieri, sulle pagine del nostro giornale: «L'Abruzzo perde 22mila posti di lavoro in un solo anno, riportando l'occupazione ai livelli del 2004». Un tonfo all'indietro di dieci anni. Crollano Pil e domanda interna, si ripropone l'antico fenomeno migratorio per chi non ha più una chance di trovare lavoro.
MEGLIO DI ALTRI
Dice Gianni Chiodi: «E' vero, la crisi c'è, ma l'Abruzzo sta molto meglio di altre regioni. Come le Marche, dove i posti di lavoro persi sono stati 26mila». E sul fenomeno di chi è talmente scoraggiato da non cercare più neanche un lavoro, i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non sono in formazione e hanno perso qualsiasi speranza di trovare un’occupazione? «In Abruzzo -osserva Chiodi-sono 62mila unità, esattamente come nelle Marche, e tra il 2008 e il 2012 sono aumentati del 16,70%, che è il dato della media nazionale, ma di gran lunga inferiore alla crescita registrata nel Nord-Est (34,50%), al centro (27,50%) e al Nord-Ovest (22,80%)». Per il governatore della Regione è anche vero, come sottolineato da Mauro, che con l'attuale tasso di disoccupazione l'Abruzzo è scivolato all'indietro di dieci anni: «Anche più, per l’esattezza fino al 2000. Ma è una realtà che stanno affrontando tutte le regioni». Insomma, per Chiodi l'Abruzzo starebbe reagendo meglio di altri territori, grazie anche alla intraprendenza e al coraggio dei propri imprenditori. Dal rapporto Istat viene estrapolato un altro dato positivo: «Nel confronto 2010-2011 la nostra regione registra un incremento del 3% sul reddito disponibile per le famiglie ed è il migliore risultato a livello nazionale alle spalle della Basilicata (3,5%)».
GRANDE BUGIA
Ma l’analisi di Chiodi non convince il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro: «Chiodi tenta di dire che stiamo male, ma meno degli altri, come disse il malato prima di morire. La verità è che i dati riportati dall'Istat sono anche figli di una grande bugia: quella dell'Abruzzo risanato e virtuoso sempre echeggiato negli annunci del presidente della Regione, che in realtà ha lasciato sul campo morti e feriti. Va male». Per D'Alessandro i dati drammatici sull'occupazione fanno il paio con quelli sulla morìa delle imprese: «Accade da cinque anni, anche per responsabilità di chi fa il figurante sulla scena e non il protagonista. Fortunatamente mancano ormai pochi mesi alla fine della legislatura, poi Chiodi capirà cosa significa amministrare davvero».