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Pescara, 22/03/2026
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Data: 01/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Benetton, la punta dell’iceberg Cgil: «Serve un tavolo sulla crisi»

Continueranno a lottare le commesse del maxistore Benetton. Da oggi rischiano di restare senza lavoro nel palazzetto che spegne le vetrine su corso Vittorio: la vertenza punta al mantenimento dei posti in un eventuale cambio di gestione. Ma le 17 tute rosa sono solo punta dell'iceberg, l’occupazione nel settore-commercio è molto in affanno. Se si mettessero in fila i piccoli negozi, titolari e dipendenti, a Pescara conterebbero nei numeri come e più di una grande fabbrica, però non tutti i casi approdano all’attenzione dei sindacati.
«E' necessario aprire un tavolo di crisi, anche in sede istituzionale, sul commercio - è l'appello di Luca Ondifero, Filcams Cgil -: noi riusciamo ad un avere un confronto con le imprese mediamente grandi, quando c'è sindacalizzazione, ma il nostro tessuto sociale ed economico è composto soprattutto di piccole imprese». E sono i piccoli, spesso, a soffrire di più.
«Con la crisi molti datori di lavoro si privano dei dipendenti o chiudono l'attività, in altri casi invece c'è un peggioramento della situazione salariale di personale già precario - aggiunge Ondifero - la luce in fondo al tunnel della crisi continua a essere sfocata».
Sul fronte della vertenza Benetton, si è mosso l'assessore provinciale al lavoro Antonio Martorella: «Convocherò presto un tavolo per verificare le intenzioni di chi cede il fitto del ramo di azienda e chi lo intende rilevare, faremo partire le convocazioni all’inizio della settimana». Disponibile a misurare la temperatura del settore-commercio, già a mese di settembre. «Spesso le vertenze del commercio non approdano in Provincia, si tratta di un settore particolare con piccole imprese - premette Martorella -. Ma anch'io noto che il settore, vitale per Pescara, si sta impoverendo, con la chiusura di diverse attività commerciali». Spia della crisi è anche il volume delle compravendite dei negozi, certificato dall'Agenzia delle Entrate, più che dimezzato nel giro di un anno: nel 2012 sono state 55 a Pescara città, a fronte di 113 nel 2011. Bilancio ancora più nero rispetto al pre-crisi: nel 2006 le compravendite di locali commerciali in città erano a quota 190.
Segnali non rassicuranti anche sul fronte dei consumi, mentre martedì si chiuderà la stagione dei saldi. «Nei saldi abbiamo registrato una flessione - premette Walter Recinella, Confcommercio - e riteniamo che nei prossimi due mesi ci sarà da soffrire: c'è il caro-scuola che assorbe le spese, e poca propensione ad acquistare a prezzo pieno». Non è solo il calo dei consumi a mettere in difficoltà i commercianti: «La stretta creditizia, i fitti alti, le tasse in aumento» incolonna Recinella, disponibile a un confronto in un tavolo sul commercio, a patto di obiettivi chiari. «E' opportuna l'apertura di un tavolo di crisi - aggiungono Raffaele Fava e Gianni Taucci, Confesercenti -: i problemi occupazionali del commercio riguardano non solo i dipendenti ma anche i commercianti, spesso soli nei loro negozi». L'iniezione di liquidità dei saldi non basta più. «In passato, si acquistavano ad agosto capi in offerta in vista dell'anno successivo - spiega Taucci -, ora l'appeal delle svendite dura i primi 15 giorni, in questo momento si pensa agli acquisti necessari per i figli e la scuola. E temiamo un ulteriore danno sui consumi in caso di aumento dell'Iva».

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