Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 02/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Intervista al sottosegretario - Legnini: per l’Abruzzo è l’ora delle scelte decisive «Dobbiamo affrontare i dossier del lavoro, dell’ambiente, delle infrastrutture»

PESCARA La mattina a Gissi per l’intitolazione del Corso a Remo Gaspari. Il pomeriggio a Roccamontepiano per parlare di politica con i giovani. La sera a Pescara per un dibattito alla festa di Sel. La domenica del sottosegretario Giovanni Legnini non ha ore morte, «ma va bene così», sospira il parlamentare abruzzese. Sottosegretario Giovanni Legnini, dopo l'abolizione dell'Imu il governo sembra aver ripreso quota, e si parla meno di governo a termine. Anche se molti ne criticano ancora la lentezza nel prendere decisioni. A che punto siamo? «Ricordo che questo governo nasce in condizioni straordinarie (fu infatti chiamato governo di servizio) per conseguire tre obiettivi: contrasto alla crisi economico-sociale e politiche per la ripresa e il lavoro; riforma costituzionale e legge elettorale; l' Europa. Su tutti e tre i temi il governo ha registrato un avanzamento significativo, e in particolare sul primo punto. Nel corso di queste settimane i provvedimenti si sono susseguiti in maniera molto concentrata e adesso cominciano a dispiegare i loro effetti. È questo che dà forza al governo. Se invece si introducono argomenti che nulla hanno a fare con l’ispirazione originaria, questo governo rischia di non andare avanti». Si riferisce alla vicenda Berlusconi? «Che deve rimanere fuori dalla sfera di attenzione del governo. Il governo Letta non nasce per salvare nè Berlusconi nè altri». Difficile che accada, viste le dichiarazioni che si leggono tutti i giorni sui giornali. «È inevitabile tenere fuori tale tema se vogliamo continuare a coltivare gli interessi del paese. Il Pd è unito su questo punto e voterà nel rispetto della sentenza e della legge». Torniamo al governo. Tra le sue deleghe c'è l'attuazione del programma. Un tema delicato, perché è una consuetudine italiana che molti provvedimenti restino lettera morta, perché le decine di norme attuative che dovrebbero seguire tardano o decadono. «Questo è un tema di primissimo piano, rispetto al quale abbiamo elaborato a un progetto molto innovativo». Su che cosa si basa? «Sul presupposto che in genere quando si mette in campo un provvedimento c’è una grande attenzione al dibattito e alle polemiche pubbliche tra opposte visioni nella fase genetica; una buona attenzione durante la fase legislativa e zero attenzione nella fase attuativa. L’obiettivo è curare di più e meglio questa fase». Agirete anche sulla burocrazia ministeriale? «Tra i poteri che mi sono stati attribuiti vi è la facoltà di convocare la conferenza dei capi di gabinetto dei ministeri. Con molta accortezza e determinazione intendo utilizzare questo potere, nel senso di svolgere una funzione di forte sollecitazione sull'apparato burocratico». Lei ha anche la delega all'editoria. Il settore si aspetta molto da questo governo. «Qui c'è stato un approccio innovativo sia dal punto di vista metodologico che di merito. La premessa è che dentro la grande crisi generale, l'editoria è il comparto che ha subito gli effetti più pesanti in termini economici e occupazionali, perché agli effetti della crisi si sommano gli effetti della prepotente affermazione dell'editoria digitale. È per questo che, d'accordo con il capo del governo, ho voluto mettere insieme tutti i soggetti della filiera, dagli editori ai giornalisti, ai distributori alle edicole ed altri. Un fatto assolutamente inedito. E insieme abbiamo impostato gli obiettivi programmatici, che abbiamo definito unanimemente guardando avanti e non al passato». Quali sono questi obiettivi? «Sono diversi i punti dell'intesa. In via d'urgenza c'è l'esigenza di arginare la crisi con il sostegno all’innovazione, anche sotto l’aspetto occupazionale». In che modo? «Al sostegno all'uscita (effetto delle tantissime crisi aziendali in Italia), vogliamo accompagnare un sostegno all'entrata, per favorire il ricambio generazionale e l'innovazione tecnologica, in funzione della trasformazione del comparto. Poi dobbiamo affrontare il problema epocale del rapporto tra editori e motori di ricerca. In tal senso è già iniziato un confronto con Google». Come si svilupperà il dialogo col comparto? «Il 6 agosto abbiamo chiuso l’accordo su metodo e obiettivi con gli editori e gli altri soggetti della filiera, adesso sto lavorando per tradurre l’accordo in norme, per definire gli accordi di dettaglio e per individuare le risorse, che non sono affatto un dettaglio. Ripeto, si tratta di un approccio innovativo: l’editoria è un comparto produttivo in grandissima evoluzione, la sua innovazione è una sfida per il paese, il suo prodotto, l’informazione, è un bene prezioso perché ha a che fare con la qualità della democrazia». Il terzo dossier è quello abruzzese. «I dossier in realtà sono diverse decine, vista la quantità enorme di problemi. Senza troppa enfasi direi che in questa fase storica, in questi anni, dentro ai quali si svolge questa mia esperienza di governo, si decidono parecchie cose per il futuro della regione. Abbiamo dato come è noto priorità al tema della ricostruzione ottenendo alcuni risultati importanti. Ma si sta lavorando molto sui temi del lavoro, tanto più rilevanti dopo i recenti dati dell’Istat: la perdita di 22 mila opportunità di lavoro in pochi mesi è un dato impressionante. Sottovalutarlo sarebbe un errore». Infatti sul tavolo del governo ci sono parecchie crisi aziendali abruzzesi. «Le stiamo seguendo, e io sono parte attiva. L'obiettivo è di attenuarne gli effetti, tutelare i lavoratori con gli ammortizzatori sociali, in taluni casi cercare una via per salvare gli stabilimenti. Ci sono poi le vicende legate all'ambiente, al nostro modello di sviluppo, in primis il Parco della costa teatina, la problematica di Ombrina mare, le infrastrutture...» Delle quali si parla molto, ma senza grandi risultati. «In questi anni non abbiamo ottenuto nulla. Gli ultimi finanziamenti risalgono al governo Prodi, e poi ci sono stati i soldi del terremoto. Noi stiamo lavorando su alcuni obiettivi precisi. Per esempio rendere concreto l'annuncio del ministro Lupi sui 200 milioni di finanziamenti per alcune infrastrutture. Sono fiducioso che si possa verificare. Un tema fondamentale per me è anche quello del completamento della fondovalle Sangro. Abbiamo conquistato 40 milioni di euro freschi da spendere, stiamo lavorando con l'Anas per completare il progetto.
Altro obiettivo di enorme rilievo, sul quale spero di cogliere i primi risultati, è quello di riuscire in queste settimane a includere nell'accordo di programma Stato-Ferrovie la velocizzazione della linea Adriatica e della Pescara-Roma. Su questo tema ho dialogato più volte con Ferrovie, ora bisogna ottenere il risultato e poi lavorare al progetto e al reperimento delle risorse». Questo lavoro si intreccia con la vicenda elettorale abruzzese. La legislatura scade tra 3 mesi e mezzo non si sa quando si andrà a votare. C’è una sorta di inerzia che paralizza la politica. «È una inerzia che va rimossa. La data va fissata e questo è compito preciso del presidente della Regione». Secondo lei quando si dovrebbe votare? «Si deve votare entro il termine massimo dei 90 giorni dalla scadenza della legislatura, dunque entro metà marzo. Certo, sarebbe stato meglio votare alla scadenza, ma prendiamo atto che non c'è stata questa volontà. Mi sforzo di capire tutte le ragioni che militano a favore dell'election day ma prorogare la legislatura della Regione per più di sei mesi sarebbe un precedente molto pericoloso e provocherebbe danni all’Abruzzo, perché si entrerebbe in una campagna elettorale permanente». Sottosegretario, quando si parla di candidature alla Regione, nella rosa dei nomi il suo non manca mai… «Io sono molto impegnato a cercare di fare bene il mio lavoro al governo anche nell'interesse della nostra regione, che è un lavoro di enorme responsabilità. E sono impegnato su un altro fronte che è quello di contribuire a comporre la squadra e il progetto per vincere le elezioni regionali. Lo stiamo facendo tutti insieme, con il segretario regionale, i parlamentari e i consiglieri regionali, e anche con D’Alfonso e gli amministratori e dirigenti del Pd. Io farò tutto tranne che dividere o lacerare il Pd».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it