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Pescara, 22/03/2026
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Data: 03/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
«Nessun perdono al turista violento». Parla l’autista del bus preso a pugni tra la folla perché non c’era posto sul mezzo, il sindaco si costituisce parte civile

GIULIANOVA «Non perdono l’uomo che mi ha aggredito, non è colpa dell’autista se sull’autobus non c’è posto!». Parla così Vincenzo Di Monte, il conducente del bus navetta comunale, ancora scosso per le minacce e le percosse subite sabato sera da un turista in vacanza a Giulianova con moglie e figli (leggi l'articolo). «Se avesse avuto un’arma non so cosa sarebbe successo. Il mio bus era pieno di turisti e bambini, che si sono messi a piangere quando l’hanno visto entrare dal mio lato e prendere le chiavi del mezzo. Spero che i carabinieri gli insegnino a rispettare le regole del vivere civile». Con voce calma, anche se ancora incredulo per quanto avvenuto, Di Monte racconta di aver sporto querela per lesioni contro l’uomo, identificato dai carabinieri di Giulianova nella tarda serata di domenica e su cui pesa anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio, visto che la navetta è rimasta ferma per circa un’ora. Anche il sindaco Francesco Mastromauro e Archimede Forcellese, assessore ai trasporti, in segno di solidarietà al dipendente comunale, annunciano che il Comune si costituirà parte civile contro il turista. «In 25 anni di carriera», dice l’autista, «non mi era mai capitata una cosa del genere. Vedere un uomo che si scaraventa contro di te per picchiarti non è una bella esperienza». Erano circa le 22.30 quando il bus navetta gratuito della linea B passa per piazza Dalmazia e incontra i quattro ad attenderlo alla fermata. «Il bus allora era vuoto», racconta il conducente, «ma ho detto loro che non andavo nella direzione in cui erano diretti, verso nord, ma al paese, in piazza Belvedere. Poi ho aggiunto che sarebbe passato un altro bus». Quando Di Monte riscende al lido, dopo mezz’ora e stavolta col mezzo pieno, l’uomo è ancora lì ad attendere e si inferocisce quando gli viene negato di salire. «Ha cominciato a urlare e ha dato un calcio al bus», prosegue l’autista, «Tutti a bordo si sono cominciati a spazientire; quando però lo hanno visto avventarsi contro di me è scoppiato il panico: i passeggeri hanno cominciato a urlare e i bambini a piangere. Io mi sono difeso, coprendomi il volto con le mani, mentre continuava a colpirmi alle braccia. Nella colluttazione è riuscito a prendere le chiavi dal quadro, strappandomi anche la camicia». Fuori di sé, il turista è rimasto lì per qualche attimo con le chiavi in mano, per poi andarsene con la famiglia e prendere un’altra navetta all’altezza dell’hotel Cristallo. «Ha restituito le chiavi all’autista della seconda navetta quando è sceso nei pressi dello Smeraldo», conclude Di Monte, «gli ha detto a brutto muso “Dagli le chiavi al tuo collega”!».

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