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Data: 03/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
L’Imu risucchia anche il fondo per l’occupazione. Polemiche per i tagli necessari alla cancellazione della tassa e per la Cig. Irpef: Stangata sulle detrazioni rischio aumento acconti

Fassina: «Sulle case di lusso si deve pagare». Brunetta: «Ma le borse volano»

ROMA «Ripristinare l'Imu sulle prime case di lusso e rendere la tassa deducibile per le imprese». Per Stefano Fassina, viceministro all'Economia sono queste alcune delle priorità in materia fiscale. E, ammonisce, «non c’è tempo da perdere». «Con la legge di Stabilità si dovrebbe reintrodurre l'Imu sul 5 per cento delle prime abitazioni di maggior valore e con il miliardo di euro all'anno recuperato coprire la deducibilità dell'Imu alle imprese. Tra rendita e fattori produttivi dobbiamo scegliere i fattori produttivi». Dopo la pubblicazione del decreto legge su Imu e Cassa integrazione con i relativi «tagli lineari» e «tagli mirati» necessari per garantire la copertura complessiva necessaria, si è riaccesa la polemica su come si troveranno i quasi due miliardi di euro per la cancellazione della seconda rata Imu, un miliardo per l’Iva e un altro per il rifinanziamento della cig. Risorse che devono essere trovate entro il mese prossimo, quando si dovrà varare la legge di Stabilità. Soprattutto fanno discutere i tagli previsti al fondo occupazione e alla sicurezza per finanziarie la cancellazione dell’Imu. Decine di milioni di euro già stanziati e ora tagliati per le assunzioni nelle forze dell’ordine (55 milioni), nella Guardia di Finanza (20milioni) e nei ministeri Interno, Difesa, Economia e Giustizia (50milioni. O la sforbiciata di 300 milioni alla voce «manutenzione delle ferrovie». Alla valanga di critiche che sono piovute addosso al governo il premier Letta replica: «Le risorse del fondo occupazione che il governo adesso utilizzerà per l’Imu non sarebbero state comunque utilizzate quest’anno perché le misure sulla produttività non sono ancora state implementate e sarebbero andati in economia». Chi nella bufera continua invece ad essere soddisfatto è Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati. «I mercati hanno sempre ragione – ha scritto su un editoriale – dopo l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, Milano è stata la migliore piazza finanziaria in Europa. Con l’eliminazione dell’Imu e l’introduzione della “Service Tax” nel 2014 la pressione fiscale in Italia si riduce di oltre 4 miliardi di euro e l’intervento funge da stimolo per il settore edile, trainante in economia». Non si fa invece illusioni il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta che prevede «inevitabile» l’aumento dell’Iva. «Non si può evitare di aumentarla per sempre. Occorre un chiarimento politico perché sul tavolo del governo c’è un pacchetto importante di misure che hanno bisogno di copertura. E non si può affrontare un problema alla volta. Non si trova un miliardo e mezzo in venti minuti». Benedetto Della Vedova portavoce di Scelta Civica parla apertamente di «pasticcio». «L'abolizione dell'Imu è stata dettata da ragioni politiche, chiesta dal Pdl e fatta in poco tempo: è prevedibile che quando si fa così in fretta, e magari perfino senza troppa convinzione, sulle coperture succedono pasticci. Ora tenteremo, per non creare un effetto boomerang sui redditi più bassi, di scongiurare l'aumento dell'Iva, che nasce come clausola di salvaguardia ai provvedimenti di Berlusconi che avevano coperture da libro dei sogni. D'altronde - ha concluso Della Vedova - sarebbe paradossale aver tagliato l'Imu per tutti, per poi far scattare l'aumento dell'Iva».

Irpef: Stangata sulle detrazioni rischio aumento acconti

L'abolizione dell'Imu produce effetti molto sgradevoli per milioni di cittadini contribuenti. Il Governo ha deciso di dimezzare le detrazioni sulle polizze vita. Un provvedimento che colpisce 6,3 milioni di contribuenti, il 54% che dichiara meno di 26 mila euro e il 90% meno di 55 mila: quattro milioni di lavoratori dipendenti e un milione e 300 mila pensionati che pagheranno 125 euro di Irpef in più da subito perché “il limite massimo di fruizione” per detrarre dall'Irpef il 19% dei premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e la non autosufficienza scende da 1.291 a 630 euro per ridursi a 230 euro dal 2014 in poi. In termini assoluti per i 6,3 milioni di contribuenti la perdita secca è di circa 125 euro quest'anno che diventano 201 anno l'anno prossimo. Il sottosegretario al Tesoro, Pier Paolo Baretta ieri ha poi confermato che devono essere trovati 4 miliardi in un mese: «2 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1 miliardo per l'Iva» e «un altro miliardo circa per la Cig e per il rifinanziamento delle missioni all'estero». Dunque all'orizzonte, come recita anche il decreto, c'è la possibilità che possano scattare aumenti degli acconti di novembre con ulteriori costi per i contribuenti stimati tra 100 e 300 euro.

Dalla lotta all’evasione ai treni la scure della spending review

MILANO Nascoste nelle pieghe del decreto Imu, diventato legge sabato scorso con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, arrivano le sorprese indispensabili secondo i tecnici del Tesoro per coprire il buco di bilancio prodotto dalla cancellazione dell'imposta sulla prima casa. Meno poliziotti, meno ispettori nella lotta all'evasione e scure da 300 milioni per la manutenzione della rete ferroviaria. Sono alcune delle voci della “spending review” che complessivamente tagliano la spesa pubblica di 35 specifici interventi ministeriali per complessivi 675 milioni di euro. Con diversi capitoli si riducono i fondi per le assunzioni per la sicurezza, i vigili del fuoco e le forze armate. Non sfugge alla cesoia dell'Imu anche la lotta all'evasione fiscale: 20 milioni per le assunzioni di nuovi ispettori finalizzate alla lotta all'evasione. Il capitolo di maggior rilievo - da solo vale 300 milioni su i 675 dei tagli alle autorizzazioni - è quello che falcia le risorse per il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale. Nel mirino dei tagli gli interventi suggeriti dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria: sistema di rilevazione della temperatura dei binari ai fini della sicurezza; i portali multifunzione, che permettono uno screening completo dei treni in accesso alle lunghe gallerie alpine; un nuovo sistema per i passaggi a livello, che segnala automaticamente ai treni in arrivo l'eventuale presenza di mezzi sui binari. Gli altri 73 milioni di euro dal fronte "tagli mirati" delle dotazioni ministeriali arriveranno da Sviluppo economico (13 milioni di euro), Affari esteri (5 mln), Interno (2,26 mln), Ambiente (4,15 mln), Infrastrutture e Trasporti (45 mln) e Difesa (1,8 mln). Dovranno fare la loro parte anche Agricoltura e foreste (1.57 mln) e Salute (364mila euro).

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