ROMA Una road map per la crescita. Di più. Un documento che indica al governo le priorità da inserire nella legge di Stabilità, con gli obiettivi da centrare per evitare il declino e invertire la rotta. A siglarlo, mentre l’esecutivo sta faticosamente mettendo a punto la manovra, Confindustria e Cgil-Cisl-Uil, che vogliono così intensificare il pressing su Palazzo Chigi. Del resto è lo stesso Giorgio Squinzi a ribadirlo: ci aspettiamo di essere convocati dal governo al più presto. L’auspicio è che i «desiderata», peraltro ben noti da tempo, si tramutino in provvedimenti concreti: dal taglio del cuneo fiscale, chiesto per l’ennesima volta, ad una cabina di regia nazionale per affrontare la crisi, alla lotta alla burocrazia, al taglio dei costi dell’energia. Il patto voluto dal presidente degli industriali Giorgio Squinzi e da Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, è stato firmato ieri a Genova alla festa nazionale del Pd. Una iniziativa che s’inquadra nella filosofia più generale che ha ispirato Squinzi fin ora. Da qui la messa a punto del documento unitario, un messaggio forte e condiviso perchè «non possiamo che remare tutti nella stessa direzione» dice il numero uno degli industriali. Senza una politica industriale forte - spiega - rischiamo una ripresa a livello di prefisso telefonico: 0,1 o 0,2%.
I PUNTI CHIAVE
La premessa è sempre la stessa: puntare sulla centralità dell’industria per far ripartire il Pil. Solo così si potrà bloccare l’emorragia occupazionale, dare un futuro ai giovani e al Paese. In primo piano c’è sempre il fisco. Ai sindacati e a Confindustria non è piaciuta la cancellazione dell’Imu. Meglio sarebbe stato - si legge - se le risorse fossero state destinate a tagliare il costo del lavoro. Ribadito poi il concetto sull’urgenza di avere un sistema fiscale efficiente, semplice e certo, con poche scadenze, non ostile all’attività di impresa. Va ridotto dunque il prelievo sui redditi da lavoro. Occorre eliminare la componente lavoro dalla base imponibile Irap. È necessario - si legge ancora nel documento - ripensare la tassazione dei beni immobili dell'impresa strumentali all'attività produttiva. E poi vanno rese strutturali le attuali misure sperimentali di detassazione e decontribuzione per l'incremento della produttività del lavoro. C'è poi l'altro lato della medaglia, la lotta al sommerso, all’evasione fiscale con l’impegno, chiesto al governo, ad approvare un provvedimento legislativo che destini alla riduzione delle tasse quanto recuperato ogni anno.
UNA NUOVA POLITICA
Serve una cabina nazionale di regia sulla crisi. Un centro di coordinamento con la partecipazione del Governo e di tutte le forze sociali e degli altri soggetti coinvolti (principalmente il sistema delle banche e l'amministrazione fiscale) per affrontare globalmente il problema. E ancora: riduzione del costo dell’energia, più infrastrutture e green economy. Insieme ad una spending review selettiva e anti sprechi. Se Squinzi chiede che il documento venga fatto proprio dal governo, Camusso, Bonanni e Angeletti insistono sul fatto che è necessario cambiare passo: «Basta perdere altro tempo». Per il presidente Enrico Letta il documento è «un passo avanti importante che dimostra che se in questo Paese si vuole discutere di cose concrete si può uscire dal caos». Il Governo - assicura - sarà un interlocutore attento. Come dire che ne terrà conto nella legge di Stabilità. O almeno tenterà di farlo.