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Data: 03/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi, rispunta la richiesta di grazia

ROMA «Il 9 settembre inizia il percorso in giunta al Senato e noi abbiamo detto chiaramente quel che faremo. Non c’è nessuna trattativa in corso». Paola De Micheli, vicecapogruppo del Pd alla Camera, non entra nel braccio di ferro tra chi vuole votare subito la decadenza di Berlusconi e chi invece vorrebbe prendere tempo e assicura che il Cavaliere avrà tutto il tempo per difendersi. «Daremo tempo a Berlusconi e ai suoi senatori di presentare le sue opinioni, ma non attenderemo mesi, sarà questione di giorni, massimo di qualche settimana». Berlusconi è con le spalle al muro? Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ricorda che c’è una sentenza passata in giudicato, una legge votata anche dal Pdl che prevede la decadenza come pena accessoria ed esclude ogni ipotesi di baratto: «Noi siamo per l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la legge si rispetta. Se ci venisse proposto di barattare la durata del governo con la violazione della legge o con il rispetto dei principi diremmo no. Se qualcuno vuol fare cadere il governo per questo si accomodi». Il messaggio parte da Roma mentre Berlusconi, che ieri ha pranzato ad Arcore con la figlia Marina, Fedele Confalonieri e i collaboratori più stretti, è sempre più lacerato per ciò che dovrà scegliere e indeciso sul da farsi. Tra le ipotesi allo studio, prende corpo quella più indigesta per il Cavaliere: accettare la sentenza, chiedere la grazia e uscire di scenna. Fantapolitica? Le strade percorribili non sono molte. Una passa per le dimissioni di Berlusconi prima del voto in giunta. Ipotesi caldeggiata da Pier Ferdinando Casini, per il quale la Giunta per le Immunità «non è una caserma» e il voto dovrebbe essere espresso «secondo coscienza». L’altra strada è quella di una richiesta di clemenza al capo dello Stato. E l’avvocato del Cavaliere, Franco Coppi, lascia aperta la possibilità che il leader del Pdl decida di chiedere la grazia a Giorgio Napolitano: «Fino adesso non è stata fatta nessuna scelta, né in un senso né nell’altro. Non è stata presentata alcuna domanda di grazia al capo dello Stato, ma resta una delle ipotesi in campo. Con il presidente Berlusconi non ne abbiamo parlato in questi giorni, ma non è escluso che decida in tal senso». Una domanda di grazia è stata comunque presentata ieri dal leader del movimento “Diritti Civili”, Franco Corbelli: «L’iniziativa è pienamente legittima e vuole essere solo un contributo alla pacificazione nazionale». Il 9 settembre si avvierà l’iter per la decisione sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Ma dopo la minaccia del Pdl di far saltare il governo e l’invito di Luciano Violante a garantire la difesa del Cavaliere, che potrebbe decidere di intervenire in Giunta, potrebbe slittare il momento dello scontro frontale. Andrea Augello, relatore del provvedimento sull’incandidabilità di Berlusconi, non esclude la possibilità che i giudici ricalcolino l’interdizione dai pubblici uffici prima del voto in Giunta. «Che la decadenza di Berlusconi avvenga per effetto non della legge sull’incandidabilità ma della pena accessoria è plausibile, ma non dimentichiamoci che potrebbe esserci un ulteriore ricorso in Cassazione» spiega il relatore, che non chiederà un sì o un no secco sulla decadenza ma farà notare che i dubbi giuridici sulla costituzionalità della legge Severino non possono rimanere senza risposta. Chi ha le idee chiare è Beppe Grillo, che definisce Luciano Violante «il saggio di Berlusconi» e accusa il Pd di «essere peggio del Pdl e di fare schifo».

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