«In gioco non c’è la stagione sciistica, ma la sopravvivenza della Gran Sasso Teramano». Marco Bacchion, presidente della società titolare degli impianti di risalita ai Prati di Tivo, risponde alla preoccupazione sul ritardo nella pubblicazione del prossimo bando di gestione della cabinovia e lancia un allarme che suona come un monito agli enti locali. «La vera preoccupazione riguarda il futuro della società, non il prossimo bando di gestione - afferma il presidente Bacchion - Il bando, a tal proposito, verrà pubblicato tra dieci giorni, la bozza è già pronta. Ci sono stati problemi con le vecchie localizzazioni delle stazioni e dei rifugi a monte, una parte dell’impianto riporta adesso al comune di Isola del Gran Sasso e non più quello di Pietracamela. La stagione sciistica dunque non è a rischio». C’è infatti in ballo per altro: «Il problema finanziario è centrale - racconta Bacchion - solo tre dei dodici soci della nostra società hanno adempiuto ai loro doveri (e quindi versato le rispettive quote; ndr). All’appello mancano ancora soci importanti, come ad esempio la Regione. Trovo da tutti disponibilità per fronteggiare i problemi, adesso però è arrivato il momento in cui non ci si può più arrampicare sugli specchi». Il presidente della Gran Sasso Teramano entra ancor di più nello specifico: «Se la sensibilità degli enti locali è questa sono davvero molto preoccupato. Parliamo di soci che hanno quote irrisorie: i comuni hanno poche centinaia di euro, la Regione otto mila e 700 euro. Mi auguro che gli operatori turistici inizino a far pressioni sugli enti locali. Ci sono stati 20 milioni di euro di investimenti e di questo gli enti pubblici devono rendersene conto». La Gran Sasso Spa attende ancora quelli che Bacchion definisce «i mitici fondi Fas, undici milioni e 400 mila euro fermi in Regione, che la Provincia deve provvedere a girarci. Qualcosa che deve avvenire entro il mese di settembre». Il tempo infatti stringe e ne resta poco se si vuole davvero provare a risolvere la situazione: «Ho parlato con tutti - continua Bacchion - Entro due mesi, cioè ottobre, dobbiamo presentare i dati di bilancio. Se nulla dovesse cambiare? Allora del nostro futuro decideranno i soci». Un’altra problematica che solleva Bacchion è quella che riguarda il «Doppio Jolly», la sciovia per principianti e bambini: «L'Ustif (Ufficio speciale trasporti impianti fissi; ndr) sta sollevando delle eccezioni per il rilascio della proroga dell’esercizio - spiega - Ci sono stati dei cambiamenti nella normativa che impongono degli interventi non preventivati». Insomma all’orizzonte sembrano addensarsi nubi sempre più scure sui Prati di Tivo. Il momento della verità è già arrivato.