PESCARA Il Viminale tace e dalla Regione non si batte un colpo. Così la data del voto resta un mistero, anche se la campagna elettorale per le regionali è iniziata da un pezzo. Sino a ieri l'unico titolato a fissare il giorno, il mese e l'anno del ritorno alle urne era il governatore uscente. Ma Gianni Chiodi è stato costretto a rimettere ogni decisione nelle mani del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dopo le pressioni esercitate soprattutto dal suo partito. E' noto, infatti, che in un primo momento sia Chiodi che altri esponenti del centrodestra, come l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, spingevano per il voto a novembre. Addirittura in anticipo di un mese rispetto alla scadenza naturale della legislatura.
Poi argomenti nobili, come l'esigenza di risparmiare e di portare più elettori possibili alle urne, e meno nobili o inconfessabili (sei mesi in più di indennità da consigliere non sono poi da buttare) hanno indotto qualcuno a tentare la carta dell'election day: l'accorpamento delle regionali con le europee e le amministrative del maggio prossimo, sul quale l'ultima parola spetta però al dicastero dell'Interno. Un argomento che è tornato ad infiammare il dibattito politico negli ultimi giorni, in più occasioni.
IL DUELLO MASCI-D’ALFONSO
L'ultima è stata il faccia a faccia tra Carlo Masci e Luciano D'Alfonso che si è svolto al parco dei Gesuiti di Pescara. Per D'Alfonso, candidato governatore in pectore del centrosinistra, è "incredibile" che gli abruzzesi non conoscano ancora la data del voto delle regionali. Dal canto suo Masci ha ammesso per la prima volta pubblicamente che la sua volontà era quella di andare al voto a novembre, ma che esiste una legge nazionale che impone di accorpare le elezioni quando si svolgono nello stesso anno. Masci ha anche ricordato che il voto del 2008 in Abruzzo fu il frutto di una vicenda straordinaria (gli arresti della giunta Del Turco) per cui oggi è giusto un riallineamento di questa data al calendario elettorale nazionale.
Precisa Chiodi: «Il Consiglio regionale ha dato segnali politici evidentissimi, come quello di privilegiare il contenimento dei costi e di favorire la più ampia partecipazione democratica al voto». Poi anche lui ammette: «Non è un mistero che io preferissi le elezioni anticipate. In ogni caso non c'è fretta per il decreto, anche perché lo scenario nazionale non è chiaro e non sono da escludere elezioni politiche anticipate da qui a primavera». Sempre secondo l'interpretazione fornita da Chiodi, dopo il segnale politico giunto quasi all'unanimità dalle forze politiche, non si dovrebbe tuttavia tornare a votare per le regionali prima del prossimo mese di marzo. Un argomento che ha tenuto banco anche alla festa di Sinistra ecologia e libertà di Pescara, dove nel centrosinistra sono iniziate le prove di alleanza con il confronto tra il sottosegretario Giovanni Legnini, il coordinatore regionale del Pd, Silvio Paolucci, il deputato di Sel Gianni Melilla e il coordinatore regionale dell'Idv, Alfonso Mascitelli.