Dopo l’addio alla metropolitana, una sorta di tram chiamato desiderio, arriva la petizione per togliere dalle vie cittadine le brutture di binari e tralicci inutilizzati. La raccolta firme è promossa da Appello per L'Aquila, il Tavolo di Pettino, Policentrica, il Circolo Legambiente Abruzzo Beni Culturali, il Circolo Arci Querencia e l'Associazione Bibliobus. Attualmente si è intrapresa la rimozione solo delle rotaie su viale Corrado IV per una spesa di circa 54 mila euro. I fondi svincolati in conseguenza dell'abbandono del progetto ammontano a 6 milioni di euro, che devono essere destinati alla mobilità urbana. «Bene - dicono gli organizzatori della petizione - si attinga ai 6 milioni svincolati per rimuovere completamente i tralicci e le rotaie e per riqualificare strade e marciapiedi lungo il percorso. Se per i lavori su viale Corrado IV si sono spesi 54.000 euro, la somma necessaria a rimuovere le rotaie rimanenti non potrà essere superiore, esagerando, a mezzo milione di euro». Chiunque fosse interessato a firmare o a raccogliere firme, potra' rivolgersi ai soggetti e movimenti che hanno lanciato l'iniziativa, ovvero contattarli all'indirizzo mail: petizione.metro@gmail.com.
Il progetto della metropolitana di superficie fu approvato in prima battuta nel 2000, fu finanziato nel 2001 dal ministero dei Trasporti con uno stanziamento di 39 miliardi di lire, pari al 60% dell'importo complessivo dell'intervento. L'anno successivo venne sottoscritto la schema di convenzione relativo alla concessione di costruzione e gestione della rete tranviaria con la società Cgrt, amministrata dall'imprenditore aquilano Eliseo Iannini. Un progetto che non mancò, da subito, di scatenare numerose polemiche. Oltre all’impatto ambientale sotto accusa c’era anche il tracciato da Pettino ai Quattro cantoni, il cui passaggio su via Roma, nel cuore della città, aveva suscitato più di una perplessità. Perplessità confermate dal ministero dei Beni culturali che dopo numerosi ricorsi dei residenti del quartiere, disse no. Critiche che contrastavano con le decisioni dell’allora sindaco Biagio Tempesta che rivendicò la bontà dell'iniziativa e, alla vigilia delle elezioni amministrative del 2002, piazzò un vagone a fare bella mostra di sé all'inizio del corso.