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Data: 04/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scontro Pd-Pdl sull’Imu, braccio di ferro sulle coperture

ROMA Il decreto sbarca a Montecitorio domani. E saranno le commissioni Bilancio e Finanze ad aprire lo spinoso dossier e a stilare il calendario dei lavori parlamentari. Ma la polemica politica sulle coperture da 2,4 miliardi che servono per cancellare la seconda rata dell’Imu sulla prima casa già si infiamma. Tagli ai fondi per l’occupazione, tagli alle risorse per efficienza energetica e rinnovabili, tagli alla somma destinata ai controlli contro l’evasione fiscale, tagli alla manutenzione della rete ferroviaria e tagli alle assunzioni nel settore sicurezza. La fiera dei tagli fa storcere il naso ad ampi settori del parlamento. E sullo sfondo si apre un'operazione molto complicata nei ministeri economici perché le coperture devono essere a prova di bomba per garantire a Bruxelles il rispetto del rapporto deficit-Pil sotto il 3%. In queste ore sono finiti nel mirino di molti parlamentari soprattutto la sforbiciata al comparto sicurezza e la sanatoria per le slot-machine.

In questo quadro, Scelta Civica ha rilanciato la polemica con il Pdl sulla necessità di modificare le norme sulla stessa Imu. Proprio il leader del partito Mario Monti ha aperto le polemiche criticando il «diktat» del Pdl sull'Imu, la cui abrogazione per tutti «rende il sistema fiscale meno equo e meno progressivo». Molto critico il Pdl Maurizio Gasparri. In Parlamento dobbiamo cancellare assolutamente ogni tipo di riduzione alle spese per la sicurezza – ha tuonato il vicepresidente del Senato. - Quella di Saccomanni è una autentica provocazione. Non è tollerabile questa ipotesi, semmai si deve fare il contrario: al Tesoro scherzano con il fuoco».
LO SCONTRO

Di fronte alle critiche di Gasparri si è levata la risposta di due parlamentari di Scelta Civica, Domenico Rossi e Enrico Zanetti, responsabili fisco dei montiani che addebitano i tagli proprio al Pdl che ha imposto l'esenzione Imu anche per i redditi alti. Peraltro anche il Pd, con Emanuele Fiano e Ettore Rosato, ha rilevato che il taglio al comparto sicurezza «non può essere accettato», perchè quei 55 milioni furono inseriti con voto bipartisan nell'ultima legge di stabilità per sbloccare il turn-over nel comparto. Altra polemica, nata in casa Pd, riguarda il capitolo entrate, con il condono dei circa 2,5 miliardi che le aziende che gestiscono le slot-machine devono allo Stato. Si tratta di un condono dal quale il governo punta a ricavare subito 600 milioni: una norma «eticamente insopportabile» ha affermato Margherita Miotto, supportata da Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione Antimafia. Il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd), ha invitato a evitare polemiche preventive, perchè anche in passato le coperture sono state modificate dal Parlamento.

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