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Data: 24/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Diecimila in piazza per chiedere posti di lavoro. A Sulmona sfilano sindacati, amministratori, operai e pensionati. La solidarietà della città che ha abbassato le saracinesche

SULMONA - La data del 23 marzo 2007 sarà ricordata come il giorno in cui il centro Abruzzo ha fatto sentire, compatto, la sua voce. In un momento decisivo per il futuro e, purtroppo, per la stessa sopravvivenza del territorio.
Un corteo di circa 8 mila persone, secondo la stima delle forze dell'ordine. Dieci mila per gli organizzatori.
«Sciopero riuscito - esultano le organizzazioni sindacali -. Benché qualcuno abbia lavorato contro, siamo qui e siamo in tanti per protestare contro il progressivo ed inarrestabile processo di deindustrializzazione dell'area». Lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti, gente comune, insieme all'Ugl e alle sigle sindacali, hanno sfilato con dignità e profonda partecipazione, attraversando piazze e strade storiche di Sulmona e terminando il percorso in piazza XX Settembre.
Grande la solidarietà ai lavoratori da parte della città. La serrata dei negozi e la massiccia partecipazione di giovani sono stati la prova del senso di precarietà diffusa e della preoccupazione di tutto il tessuto sociale rispetto ad un futuro sempre più incerto.
«La riuscita senza precedenti dello sciopero, che ha visto la presenza di folte delegazioni provenienti da Avezzano, Celano, dall'Aquila nonché degli studenti dell'Università del capoluogo, è un segnale che la Regione ed il Governo, devono tenere ben presente. E' il momento di dialogare - ha detto Umberto Transatti della Cgil provinciale -. Per questo ci attendiamo risposte concrete il prossimo due aprile dal tavolo che si aprirà presso il ministero dello Sviluppo economico a Roma». Al corteo, aperto da una ventina di sindaci fasciati dal tricolore hanno partecipato anche gli assessori regionali Valentina Bianchi e Fernando Fabbiani. «E' una giornata importante - ha sottolineato la Bianchi -. Ora occorrerà essere coesi su obiettivi da centrare nel più breve tempo possibile».
Dal canto suo, Fabbiani, ha messo in evidenza come «grazie alla richiesta fatta dalla Regione il prossimo due aprile si aprirà un tavolo a Roma. Non era facile far puntare i riflettori su questa vertenza. Noi ci siamo riusciti». Accanto alla Regione hanno sfilato i presidenti delle Comunità Montane Peligna e Alto Sangro ed un'ampia delegazione della Provincia dell'Aquila. «Non intendiamo abbandonare la prima linea della lotta né nelle manifestazioni né nei tavoli di trattativa - ha commentato la presidente Stefania Pezzopane -. La Provincia parteciperà con un forte ruolo propositivo al tavolo istituzionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico per sostenere la necessità e il diritto delle zone interne ad una politica concreta di sviluppo». Anche l'onorevole azzurra Paola Pelino ha espresso solidarietà ai lavoratori e si è impegnata a fare quanto le sarà possibile «per riportare questo territorio a quella produttività che lo ha contraddistinto negli anni passati». Il comizio conclusivo è stato affidato al segretario confederale della Cgil nazionale Achille Passoni. «Serve un intervento sugli equilibri territoriali della regione - ha detto il sindacalista dal palco -. C'è troppo divario tra l'economia della costa e quella del centro Abruzzo. Questa regione può farcela. Può crescere di più solo se non si lascia indietro nessuno. Questo territorio deve essere considerato una risorsa non una palla al piede». Poi, Passoni, sottolineando la partecipazione della città al fianco dei dimostranti, ha messo in evidenza anche la significativa presenza dei giovani che «chiedono un lavoro in questa terra, che è la loro terra, e non un lavoro precario». Infine, in merito alla vicenda legata alla commissione di vigilanza che ha impedito al pubblico impiego di scendere in piazza, il segretario ha risposto «rispetto tutte le istituzioni e gli organi di controllo anche quando sbagliano».

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