ROMA - Perdite quasi raddoppiate in un anno (405 milioni ante imposte). Sotto le previsioni più pessimistiche (450 milioni). Circa 130 milioni di rosso solo negli ultimi tre mesi del 2006. Ma nessuna svalutazione della flotta. E almeno altri 12 mesi di vita assicurati per Alitalia. Così il consiglio di amministrazione mette almeno tre punti fermi sulla situazione della compagnia di bandiera. E archivia in poche righe di cinque pagine di comunicato mesi di incertezze sui conti. Ma soprattutto, la notizia è che secondo il board presieduto da Berardino Libonati, Alitalia non avrà bisogno di una ricapitalizzazione. Nemmeno quella prevista dall'articolo 2446 del codice civile, nell'ipotesi di perdite che superano un terzo del capitale (cioè almeno 432 milioni). Toccherà ai revisori di Deloitte, dunque, una volta approvato il bilancio (il 23 maggio) l'ultima parola sul valore della flotta e quindi sulla certificazione dei conti. Nel dettaglio, il risultato operativo del 2006 è negativo per 266 milioni, in peggioramento di 218 milioni rispetto al 2005. Solo nel quarto trimestre il rosso della gestione caratteristica è stato di 92 milioni. E ancora una volta i principali indiziati della debacle sono loro: il prezzo del carburante (cresciuto del 16% con un peso di 147 milioni nel bilancio), la pressione dei vettori low cost e la conflittualità sindacale (100 milioni di danni). Ma non solo questo. La società non ha centrato gli obiettivi di taglio dei costi. Così si spiega perchè la compagnia brucia liquidità al ritmo di oltre un milione di euro (1,5 milioni al giorno solo negli ultimi tre mesi dell'anno).
La liquidità del gruppo si è dunque ridotta a 715 milioni, circa 405 milioni in meno anche a seguito di rimborsi per 216 milioni. In ogni caso, il budget 2007 assicura liquidità «per ben oltre 12 mesi a partire da fine marzo», chiarisce la società. Ultima notazione, sul destino della flotta. «In considerazione degli eventi correnti, si è ritenuto di non poter procedere a valorizzazioni diverse da quelle risultanti dai dati di libro». Dunque, nessuna svalutazione. Nel frattempo sono congelate «nell'immediato, le più significative operazioni straordinarie». Ma per il 2007 c'è ottimismo su un miglioramento dei conti, dopo che i ricavi del 2006 sono stati pari a 4.373 milioni (+3,7%). Dovranno partire da questi dati le cordate in gara per la privatizzazione. Perchè il prossimo appuntamento cruciale con i conti è fissato con i revisori. E non arriverà prima di maggio.