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Data: 07/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi ora crede nella grazia: ma voglio un riconoscimento politico

Lo avrebbero convinto, prima di tutto, i figli (Marina in testa), che interpreteranno molto probabilmente anche la parte dei richiedenti del provvedimento di clemenza. Lo hanno convinto, più di tutti, forse anche più degli appelli accorati dei figli (Marina, ma anche Pier Silvio e i tre figli di Veronica: Barbara, Eleonora e Luigi, ieri da lui), le riflessioni che gli avvocati gli hanno prospettato su un iter processuale e personale lungo, complesso e tormentato, oltre che ricco di insidie e trappole di ogni tipo, ma anche e soprattutto le sue aziende. Quelle aziende dove, per paradosso, potrebbe decidersi a tornare, Milan in testa.
MACCHINE INDIETRO

I vertici di Mediaset (Fedele Confalonieri che è tornato a sentire il Colle anche ieri, ma anche tutti gli altri, Bruno Ermolli in testa), di Mediolanum (Ennio Doris) e il suo amico più fidato e consigliere di sempre, Gianni Letta, gli hanno infatti prospettato, in caso di crisi di governo e ritiro della delegazione ministeriale del Pdl dal governo, uno scenario da tregenda. I titoli Mediaset che crollano in Borsa, lo spread che sale, la speculazione che corre e corrode gli utili, i giudici di tutt’Italia che lo circondano. Ecco perché ieri, dopo l’ennesima giornata da montagne russe, iniziata con le ormai consuete dichiarazioni di guerra di Daniela Santanché («gli appelli alla responsabilità del Capo dello Stato li rispediamo al mittente»), è stato il segretario del Pdl a mettere, seccato ma a nome del Cav - che aveva visto appena il giorno prima - un punto fermo. «La fiducia di Napolitano in Silvio Berlusconi è ben riposta. Parliamo dell’uomo e del leader che sostiene, da due anni, governi non guidati da lui né dal Pdl». Morale. Macchine indietro tutta. Il videomessaggio della rottura, quello che avrebbe dovuto aprire anche formalmente la crisi di governo, è stato fermato (anche perché chi lo ha potuto vedere in anteprima sa che contiene messaggi di battaglia durissimi) né, di certo, andrà in onda domani. Cosa succederà, invece, lunedì sera, quando il Cavaliere parteciperà a Controcorrente, la festa che, iniziata ieri, si tiene a Sanremo ed è organizzata del Giornale di Sallusti, leader con la Santanché dei falchi del Pdl, ancora non è dato sapere.
Certo è che Berlusconi ha posto e pone delle condizioni per fermare le macchine. Vuole (anzi: pretende) e direttamente dal Capo dello Stato un «pieno riconoscimento politico» di vent’anni in cui «io da solo ho cambiato l’Italia» e chiudendo per sempre un ventennio in cui «l’antiberlusconismo è stato la sola cifra della sinistra comunista e post-comunista che vorrebbe farmi fare la fine di Craxi». Insomma, da un lato Berlusconi vuole vedere le carte (grazia piena, extra-large, che comprenda anche le pene accessorie e le elimini, o solo metà e che le mantiene?) di Napolitano e a lui chiede «un segnale» che arrivi «subito, oggi». Dall’altro, come dicono tutti – falchi e colombe – il Pd non deve né può accelerare sulla decadenza di Berlusconi da senatore, iter che si aprirà in Giunta delle Immunità del Senato proprio a partire da lunedì pomeriggio. Altrimenti, hanno fatto capire sia Brunetta che Schifani (i due capigruppo di Camera e Senato del Pdl, ieri volati ad Arcore per un pranzo di lavoro con il Cav), «è tutto finito, noi si apre la crisi e amen».
Sono state, dunque, le colombe, ieri, a menare le danze per tutto il giorno mentre i falchi, irati e scontrosi, battevano in ritirata, limitandosi a frasi come «aspettiam...». Colombe che, a partire dal ministro alle Riforme Gaetano Quagliariello, che sta per aprire la consueta Summer School della sua Fondazione, Magna Charta, in quel di Frascati, ieri si è presentato tonico e sorridente nella tana del «suo» lupo, Sallusti. E lì, da Sanremo, ha dispensato ai falchi pillole di saggezza tipo «le parole del Colle sono parole di fiducia per il Pdl», ma anche: «Sono pronto a dimettermi quando Silvio decide». E, soprattutto, «le colombe non sono animali così stupidi come si pensa...»..

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