Gentilissimo direttore, ’il Centro’ di domenica scorsa riportava un servizio sulle ferrovie in Abruzzo. Non sono competente in materia, ma non sono stupido né cieco: abito a Roseto degli Abruzzi, in via Marina, strada che costeggia la ferrovia, e vedo passare tutti i giorni treni passeggeri e littorine nei due sensi, sempre vuoti. Raramente si vedono solo alcune persone; è anche normale che siano vuoti, con tutti i pulman che circolano , molto più comodi delle ferrovie che hanno in funzione delle carrozze dei mie tempi ( ho 84 anni). Raramente si vedono treni-merci . E invece questi dovrebbero essere potenziati per evitare il traffico pesante. Difficile da capire. I nostri assessori, con quel degrado culturale e la mancanza di esperienza imprenditoriale che hanno , dove ci stanno portando ? Nelle Marche, intanto, sono passati dai distretti di filera ai distretti culturali evoluti, si coniugano le startup innovative , il crowdfundig, l'agricoltura di precisione... Per i nostri assessori regionali sono storie sconosciute.
Alberto Gavini, Roseto
Il sottoscritto è un utente abituale dei treni che il signor Gavini vede transitare nella tratta Bologna-Pescara, su convogli che oggi non si chiamano più littorina, ma Freccia Bianca, anche se la sostanza non cambia. Viste da dentro, le carrozze non sono poi così vuote: è vero che il grosso dei passeggeri provenienti da Milano scende a Rimini o, in misura minore, ad Ancona, ma un discreto affollamento resta anche fino a Pescara e oltre, destinazione Puglia. Personalmente non mi lamento neppure dei tempi di percorrenza: tre ore per arrivare dal capoluogo emiliano mi sembrano accettabili e mi chiedo se vale la pena di spendere cifre enormi per guadagnare un paio di decine di minuti. Quel che fa dell’Abruzzo la ’regione lenta’ non è la dorsale Adriatica: è la vergogna del collegamento ferroviario con Roma, una via crucis che ha spianato la strada ai collegamenti su gomma. Proviamo a pensare a quanti turisti stranieri, una volta arrivati a Roma, si sono informati sui tempi necessari per raggiungere l’Abruzzo, optando poi per mete a portata di treno come Firenze o Napoli. Quanto alla necessità di potenziare i treni-merci, qualcosa di buono sta facendo la Sangritana con i furgoni della Fiat, ma si potrebbe fare di più. Anzi,si deve fare di più.
Mauro Tedeschini