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Pescara, 20/03/2026
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17/09/2013
Il Sole 24 ore.com
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Bancari, l'Abi disdetta il contratto. I sindacati proclamano lo sciopero. I sindacati: grave errore, ora sarà scontro. Riducete i bonus ai banchieri |
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Abi ha disdettato unilateralmente il contratto collettivo nazionale dei bancari che è stato siglato all'inizio del 2012 e che prevedeva un aumento medio di 170 euro a regime. L'ipotesi del contratto, che aveva avuto una discussione molto animata nelle assemblee dei lavoratori, era stata approvata da quasi il 60% dei lavoratori.
La delegazione dei banchieri, guidata dal presidente del Casl e vicepresidente di Abi, Francesco Micheli, ha così deciso di usare la carta della disdetta perché, gli oneri del contratto siglato il 19 gennaio del 2012 risultano "particolarmente gravosi" e "non sono più sostenibili a fronte del peggioramento dello scenario economico e produttivo". In particolare nella lettera del direttore generale di Abi Giovanni Sabatini indirizzata ai sindacati, si legge che "le banche italiane registrano un calo di redditività «insostenibile» dovuto alla crisi ma anche alle riforme regolamentari e all'impatto dell'innovazione tecnologica". Le misure di contenimento del costo del lavoro adottate con l'ultimo accordo "non appaiono più sufficienti", anche considerato che alle rispettive scadenze dovrebbero venir meno le misure transitorie in materia di blocco degli scatti di anzianità, riduzione delle voci retributivie utili ai fini del trattamento di fine rapporto e fungibilità piena dei quadri direttivi. Di qui la necessità di avviare una riflessione per possibili linee di intervento. L'obiettivo della disdetta, secondo quanto spiegano i banchieri, è di anticipare le necessarie fasi di consultazione del contratto. Nei precedenti rinnovi la disdetta era stata data unilateralmente sia dai sindacati che dall'Abi. documenti
Lettera di disdetta del contratto
A Palazzo Altieri, ai rappresentanti dei lavoratori sono state illustrate le nuove condizioni di lavoro nel sistema bancario italiano che rendono urgente rimettere mano al contratto e sono quindi alla base della disdetta anticipata. In particolare Abi ha spiegato ai sindacati "di dover gestire gli addetti in eccedenza, in crescita progressiva anche in ragione della riduzione dei volumi e delle attività produttive". Gli aumenti tabellari derivanti dal rinnovo contrattuale dovrebbero andare a regime da luglio 2014 e "da quel momento non sono previste compensazioni con recuperi, stabiliti invece nel periodo temporale di vigenza del ccnl. Imprescindibile è la ricerca di nuovi equilibri tra livello dei salari e occupazione sostenibile". Torna quindi l'aut aut tra salario e occupazione. Abi ha fatto notare ai sindacati che i livelli retributivi e il costo del lavoro nelle banche si pongono ben al di sopra degli altri settori nazionali e della media europea. La retribuzione contrattuale annua per la "figura media di settore" ha assicurato finora al personale il pieno recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione, anche limitando l'analisi alle sole voci tabellari nazionali. Anzi le retribuzioni sono salite anche più dell'inflazione aumentando in modo significativo i livelli di differenziazione rispetto agli altri settori. L'evoluzione della retribuzione tabellare della figura media, influenzata anche dagli automatismi, è maggiore dell'inflazione.
L'emergenza in atto ha spinto le banche a ribadire ai sindacati l'importanza della contrattazione di prossimità. Nel contratto del credito gli interventi derogatori o sostitutivi potranno riguardare le materie della prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro. Per le aziende, prima ancora dell'intervento sul ccnl, sono così fondamentali interventi per aumentare la produttività, modulare opportunamente gli orari di lavoro, riqualificare il personale e accrescere la mobilità, intervenire sugli inquadramenti rendendoli più funzionali all'organizzazione, bloccando i percorsi di carriera e superando ogni forma residua di automatismi, moderare i salari, proseguire nella riduzione dei costi anche attraverso la diminuzione degli organici. Infine intervenire per il blocco/moratoria/disdetta della contrattazione aziendale o di gruppo. La reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Subito dopo l'incontro le segreterie delle otto sigle sindacali dei bancari hanno deciso di proclamare uno sciopero nazionale contro la disdetta del contratto nazionale di lavoro annunciata. Secondo quanto si apprende dovrebbe essere di una giornata e potrebbe coincidere con la giornata del risparmio prevista per il 31 ottobre.
I sindacati: grave errore, ora sarà scontro. Riducete i bonus ai banchieri
I sindacati dei bancari, al termine della riunione con l'Abi, che ha disdetto il contratto nazionale del lavoro, hanno deciso una giornata di sciopero che sottoporranno ora al voto dei lavoratori. La data ipotizzata è quella del 31 ottobre, la cosiddetta Giornata mondiale del risparmio.
Sileoni (Fabi): iniziativa senza precedenti L'Abi «vuole utilizzare il sindacato per fare pressioni sul Governo e ottenere quelle agevolazioni fiscali che la lobby bancaria non ha ottenuto». Questa, secondo il segretario generale del sindacato Fabi Lando Sileoni, la motivazione dietro la decisione dell'Abi di disdettare anticipatamente il contratto nazionale dei 330mila bancari. «È un'iniziativa senza precedenti, un gioco che non ci piace» osserva il leader del maggiore sindacato autonomo della categoria che alla riunione in Abi ha proposto, assieme al segretario Fisac Agostino Megale, un autolimitazione delle retribuzioni dei top manager per un biennio con un tetto a 600mila euro l'anno. Fabi chiede al Governo «un tavolo con una cabina di regia indipendente per un nuovo modello di banca con maggiore produttività per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali».
Megale (Fisac Cgil): la disdetta è un grave errore La disdetta del contratto nazionale dei bancari «è un grave errore che sarà contrastato in modo netto e fermo fino al suo ritiro» afferma il segretario generale della Fisac Cgil Agostino Megale al termine dell'incontro in Abi con la formalizzazione della disdetta al contratto che scade nel giugno del 2014. Megale afferma che l'Abi dimostra «scarsa lungimiranza» con l'iniziativa presa «mentre Confindustria e le Confederazioni siglano un patto con al centro l'occupazione e gli investimenti». La prima misura che le banche dovrebbero avviare, invece, secondo il leader della Fisac è «la riduzione netta dei compensi dei manager e delle consulenze». Megale ricorda il «cattivo esempio» dei banchieri con compensi «oltre 100 volte il salario medio dei dipendenti».
Masi (Uilca): sarà scontro anche nei grandi gruppi La disdetta del contratto dei bancari da parte dell'Abi porterà a uno scontro sindacale «non solo a Roma ma anche nei gruppi bancari e senza contratto nazionale gli accordi aziendali perderanno valore». Così Massimo Masi, segretario generale della Uilca al termine dell'incontro in Abi con la delegazione dei banchieri. Per Masi la disdetta rischia di bloccare l'adeguamento del Fondo esuberi della categoria alla legge Fornero, un adempimento da concludere secondo la legge entro il prossimo 31 ottobre.
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