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Pescara, 18/03/2026
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Data: 18/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cotral, inchiesta sui controlli mancati. Ai carabinieri è bastato salire su un pullman: nessuno pagava il biglietto

L’ipotesi è quella di danno erariale. La metteranno nero su bianco i carabinieri del comando provinciale di Latina con un’informativa alla Corte dei conti oltre che alla Procura della Repubblica. Al centro dell’attenzione l’evasione sistematica relativa ai viaggi sui mezzi della Compagnia trasporti laziali (Cotral) dovuta alla mancanza di controlli. Gli accertamenti dei militari diretti dal colonnello Giovanni De Chiara sono partiti quasi per caso. Ogni giorno al 112 del capoluogo pontino arrivano decine di chiamate per le resse al momento di salire sui bus di linea che riportano a casa gli studenti. Pochi mezzi, autisti inflessibili su quanti possono viaggiare all’interno dei bus e carabinieri chiamati a riportare la calma. E’ bastato salire su un pullman e chiedere quanti avessero il biglietto o l’abbonamento per capire che praticamente nessuno paga, fidando sul fatto che i controlli sono inesistenti. I militari, allora, hanno provato a capire perché e dopo i primi accertamenti ieri hanno acquisito i documenti relativi ai turni dei cosiddetti “verificatori” per la provincia di Latina. Risultato? I controllori non ci sono, non esiste una turnazione a riguardo né ordini di servizio. Anzi, ce n’è solo una destinata alla stazione di via Romagnoli ma è malata da tempo.
LE VERIFICHE
La sede legale dell’azienda pubblica è a Roma e i carabinieri acquisiranno documenti anche lì per capire se viaggiare a sbafo è “normale” anche nella Capitale e nel resto della Regione, oltre che per stabilire se i vertici della società sono o meno a conoscenza della situazione di Latina e che genere di disposizioni hanno dato. Per la verità la società nell’ultimo bilancio, quello del 2012, fa notare come «i ricavi da sanzioni per evasione tariffaria hanno registrato un incremento dello 0,1%». Segno che qualche controllo si fa ma è assolutamente insufficiente. Al punto che a maggio era stata lanciata la campagna “Controllo a vista”. Una sperimentazione secondo la quale i “verificatori” dovevano svolgere attività di controllo prima della salita a bordo. L’iniziativa era mirata a «contrastare il fenomeno dell’evasione tariffaria». Una situazione evidentemente nota alla Cotral. L’attenzione dei carabinieri, intanto, oltre che sul discorso della vigilanza e del possibile danno erariale si concentra anche su altri due aspetti. Il primo è relativo ai mezzi che non sarebbero sufficienti a garantire il servizio pubblico. Il secondo è relativo alle condizioni igienico sanitarie nelle quali i pendolari, i fortunati che riescono a salire nelle ore di punta, sono costretti a viaggiare.

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