Genova - Mattinata difficile, difficilissima, quella vissuta oggi nel capoluogo ligure per via dello sciopero “selvaggio” indetto dai lavoratori del trasporto pubblico locale. E anche mattinata rabbiosa, considerando la violenza verbale degli striscioni dei manifestanti e l’aggressione all’assessore regionale Enrico Vesco, apostrofato più volte, strattonato davanti alla Prefettura e bersaglio di lanci di bottigliette d’acqua.
Già dalle 9, bus provenienti da tutta la provincia avevano raggiunto e bloccato le vie del centro di città. Un folto gruppo di manifestanti si è poi portato sotto la Prefettura, dove a metà mattinata è iniziato una riunione a cui hanno preso parte, oltre ai vertici della Prefettura, rappresentanti dei sindacati e dei lavoratori di Atp, l’azienda dei trasporti della Provincia di Genova, a rischio di fallimento.
Atp, le corriere in piazza Corvetto
Riunione che si è conclusa con quella che si prefigura una possibile via d’uscita per la difficile situazione finanziaria dell’Atp: la proposta di un “prestito ponte” all’azienda da parte della Filse, la finanziaria della Regione, sotto garanzia della Provincia coperta dal Provveditorato agli Studi: una proposta vista di buon occhio anche dai sindacati, che hanno così deciso di sospendere la vertenza in atto, ma la cui realizzazione è ora al vaglio dei soggetti coinvolti. La riserva sarà sciolta il 26 settembre con una seconda riunione in Prefettura mirata proprio a delineare il percorso finanziario del prestito.
Trasporto pubblico, le voci dei lavoratori
«L’azienda va ricapitalizzata - ha commentato l’assessore Vesco - questo è evidente, c’è l’impegno di tutti perché non fallisca, e quella di oggi potrebbe essere una buona soluzione, ma non definitiva. Comunque, si dovrà poi ragionare sulla ristrutturazione dell’azienda gestita comunque dalla Provincia e non da noi, va ricordato». Vesco si è poi detto «amareggiato e sorpreso» delle proteste di oggi nei suoi confronti (fotogallery) , «ma non credo che fossero indirizzate a me, quanto invece alle istituzioni dalle quali i lavoratori si attendono risposte. C’è molta tensione su questa vicenda, e lo capisco, ma noi stiamo lavorando molto per trovare una soluzione, perché si tutelino i lavoratori e la stessa azienda e questo anche in un momento di profonda debolezza economica come questa».
Per Marco Doria, sindaco di Genova, «il caso dell’Atp è paradigmatico: se non si interviene, le aziende del trasporto pubblico sono destinate ad andare in rovina, l’immobilismo non è consentito. Il Comune non è assolutamente disinteressato a un ragionamento sul trasporto pubblico in una dimensione di città metropolitana, ma non è nelle condizioni di essere il soggetto economico che risolve i problemi di altri enti, questo va detto con assoluto realismo».