PESCARA Molto dipenderà dal video messaggio di Berlusconi annunciato per la giornata di ieri e slittato ad oggi. Anche se nel Pdl abruzzese alcune cose sono ormai note: come l'arrivo di Forza Italia 2, che se da un lato esalta chi è nato politicamente sotto il mantello azzurro, dall'altro potrebbe in qualche modo spiazzare la forte componente degli ex An. Nel partito di Gianni Chiodi restano però da sciogliere anche altri nodi: dalle future alleanze alla data del voto delle regionali, ancora oggi «nascosta» dietro il paravento dell'election day fissato, sulla carta, per il maggio prossimo. In realtà l’ipotesi che si va facendo strada è quella di domenica 9 e lunedì 10 marzo (meno accreditata quella 2-3 marzo) per il ritorno alle urne.
Ma non è di questo che si è parlato nell'incontro che il governatore e il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano hanno avuto nei giorni scorsi con il ministro Gaetano Quagliariello, una cena di cortesia nel pieno del summit dei saggi riuniti all'Hotel Villa Santa Maria di Francavilla al Mare per riscrivere la Costituzione. Sembra che il tema centrale della discussione abbia riguardato proprio la riorganizzazione di Forza Italia in Abruzzo, questione che il ministro intende seguire molto da vicino visto che è stato eletto in questa circoscrizione.
SFIDA APERTA
I colonnelli del Pdl attendono gli eventi, consapevoli che quel che viene detto di giorno può essere disfatto di notte, come la tela di Penelope. Uno di questi è il deputato Fabrizio Di Stefano: «In Abruzzo il Pdl gode, tutto sommato, di ottima salute, tenendo conto dei problemi che un partito dai grandi numeri trascina inevitabilmente con sè. Tanto più che ci avviamo ad una competizione elettorale dove i numeri, per via della riforma, si sono ridotti». Una sfida tutta aperta per Di Stefano: «Guardiamo alle regionali, che io ritengo possibili a marzo, con ottimismo, confortati anche da sondaggi che ci danno ampiamente avanti. Ma questo non ci induce ad abbassare la guardia. Anzi, ci spinge a tentare di allargare sempre più la coalizione, sia con liste civiche di sostegno, sia con accordi stretti con quelle forze politiche a noi più congeniali per radici, percorsi e valori».Quanto al ritorno di Forza Italia annunciato da Berlusconi: «Non cambia lo scenario se restano inalterati i valori di riferimento«.
IL REBUS UDC
Il tema dominante nel Pdl resta però quello delle alleanze, dove si nasconde la grande incognita dei moderati. Che farà l'Udc di Menna, De Laurentiis, Di Giuseppantonio? Lo scenario è ancora confuso e legato ad una questione nazionale: Casini e Monti stanno molto discutendo sulla collocazione europea di Lista Civica. Il primo guarda alla grande famiglia del Partito popolare, l'ex premier ai liberali europei. Questione non da poco, destinata ad avere i suoi riflessi anche sulla scelta delle alleanze a livello nazionale e territoriale.
Insomma, nessuno è oggi in grado dire se in Abruzzo l'Udc vivrà di luce propria, o nel centrodestra, o nel centrosinistra, mentre qualcuno prepara già altre mosse. Come Licio Di Biase, nome di punta del partito di Casini, che dal capoluogo adriatico lancia il suo movimento civico «Difendere Pescara», del quale ha appena assunto la presidenza dopo la reggenza affidata ad Alfredo D'Ercole, candidato alle ultime politiche nella lista Monti. Dice Di Biase: «Il movimento si pone l'obiettivo di far rinascere una coscienza cittadina sollecitando i partiti, ma soprattutto la società civile». Preludio a qualcosa che assomiglia davvero poco ad un ritrovo fra amici.