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Pescara, 18/03/2026
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Data: 18/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ira del Cavaliere, pronta la piazza I ministri gli affidano il mandato

È un fiume in piena, Silvio Berlusconi. Che prosegue. «Vogliono vedermi morto. Vogliono costringermi a vendere il mio patrimonio. Mi opporrò, mi batterò con tutte le mie energie, ma la crisi di governo voglio che sia il Pd a provocarla. Gli italiani devono sapere che la colpa di tutto è la loro, di Renzi che vuole le elezioni anticipate, non io. La verità è che non vedo alternative a questo governo, almeno non subito, e allo stesso tempo non ne posso più. E la colpa è anche di Letta e di Napolitano che non hanno il coraggio o la forza di difendere chi li ha messi lì e si è svenato per farli governare, cioè io...». La tegola del lodo Mondadori, l’ultima in ordine di tempo ma forse la più dura, ha portato di nuovo il Cavaliere a dissotterrare l’ascia di guerra. «Il presidente oggi è una belva, impossibile parlarci e farlo ragionare», è il commento sconfortato delle colombe che, nonostante mantengano un filo diretto con Colle e palazzo Chigi, non sanno che pesci pigliare.
IL VERTICE A SERA

Stasera, infatti, quando a palazzo Grazioli si riuniranno i pesi massimi del Pdl, i cinque ministri azzurri (Quagliariello, Lupi, De Girolamo e Lorenzin, oltre allo stesso Alfano, che di Letta è anche vicepremier) si presenteranno dimissionari, rimettendo le loro deleghe ministeriali nelle mani di Berlusconi. E si tratterà pure di «un atto simbolico», come dice uno di loro o di un «gesto di cortesia», come spiega un’altra delle colombe, ma resta il punto. «Alla fine deciderà come sempre solo lui, il Cavaliere», ammette sospirando uno dei cinque ministri, consapevole di una situazione che – per dirla con Giuliano Ferrara – «diventa di ora in ora sempre più allarmante».
Talmente allarmante che la prevista conferenza stampa cui Berlusconi avrebbe dovuto prendere parte, tra oggi e domani pomeriggio, presenziando all’apertura ufficiale della nuova sede del partito si è già – pare – trasformata in un appuntamento «con il nostro popolo» che vedrà il Cav arringare direttamente la folla in piazza. L’appuntamento al momento è domani pomeriggio a San Lorenzo Lucina, ma direttamente nella piazza. Se, poi, si fa il paio con un videomessaggio il cui contenuto – cambiato per la quarta o quinta volta, almeno, in tre giorni – è una piccola bomba (attacco ai giudici che «hanno rovinato me e l’Italia, guardate il caso Ilva», lancio ufficiale di Forza Italia invocando il sostegno di tutti gli italiani «ma che presto tornerà all’opposizione»...), si capisce che la situazione è tornata a livelli di guardia.
MESSAGGIO RISCRITTO

Ma perché e come? E perché proprio in una giornata in cui sembrava, almeno all’apparenza, che le colombe avessero vinto di nuovo la guerra (interna) e i falchi fossero così in disarmo che sul settimanale Oggi sta per uscire un pezzo in cui si dice che persino a Daniela Santanché sarebbe stato inibito l’accesso a villa Arcore, nelle ultime settimane, e direttamente dalla sua ormai ex amica, la fidanzata del Cavaliere Francesca Pascale?
Riavvolgiamo il nastro della giornata. «Il Dottore non è soddisfatto dell’inquadratura». E’ solo quando arriva - alle dodici della mattina di ieri, dopo ore di attesa di un videomessaggio annunciato per ieri ma che latita, sui teleschermi, questo concitato refolo dai vertici dei tg Mediaset che si capisce che qualcosa non va. Quel qualcosa si chiama sentenza Cir-Mondadori. Un «risarcimento-rapina» lo definiscono le versioni on-line dei giornali di famiglia, mentre il direttore del Giornale dice due cose precise: «E’ un’omicidio» e «il Pdl faccia qualcosa». In effetti, non solo Marina Berlusconi (di cui, peraltro, già si torna a parlare con insistenza come successore del padre alla guida della rinata Forza Italia) parla di «accanimento giudiziario sempre più evidente», ma l’intero Pdl.
E’, dunque, proprio questo qualcosa a far slittare un videomessaggio pronto da giorni, girato, rigirato, rimontato e, da ieri, di molto cambiato. Tanto che quando - a partire dalle dieci di oggi invaderà le case degli italiani con un primo lancio via reti Mediaset e un secondo urbi et orbi - si tratterà di una vera e propria chiamata alle armi del popolo azzurro. Ma la crisi, quella, per ora può aspettare.

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