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Pescara, 18/03/2026
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Data: 19/09/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Guerra dei taxi, multe a chi sgarra. L’assessore: «Colalongo sta parlando di appena due autisti»

Fiorilli spegne la radio alla cooperativa Cometa e Colalongo si infuria. Il presidente di Confartigianato Abruzzo Taxi attacca l'assessore alla Mobilità per aver preso di petto una situazione tanto triste quanto grottesca, bollandola come «una decisione per coltivare il proprio orticello elettorale». Fiorilli, però, non se ne cura, anzi va avanti: per stoppare la guerra dei poveri fra i tassisti pescaresi e quelli chietini, l'assessore, tramite un provvedimento dirigenziale, diffida i tassisti di Cometa a usare ancora radiotaxi con il prefisso 085. «Se non rispetteranno la direttiva - avverte Fiorilli -i tassisti di Cometa saranno multati dai nostri vigili urbani. A dimostrazione che non si tratta di un provvedimento strumentale, lo stesso discorso vale per i tassisti pescaresi nel caso in cui sforassero il rispettivo territorio di competenza. Comunque, gli operatori di Cometa possono continuare a lavorare, ma senza utilizzare radiotaxi». L'uso del numero prefissato con lo 085 è stato fonte di duri scontri, non solo verbali, fra i tassisti delle due organizzazioni, con quelli del Cotape ad accusare i colleghi del Cotape. Nel mezzo si è messa la Regione con un Decreto a gamba tesa, emanato nel momento meno opportuno, Decreto che il Comune di Pescara impugnerà nei prossimi giorni. Luigi Colalongo di Confartigianato punta l'indice contro Fiorilli «perché con una riunione d'urgenza ha deciso di far cessare l'attività del consorzio radiotaxi Cometa, una decisione a mio avviso assurda». Minaccia anche azioni legali Colalongo quando afferma che i nostri avvocati hanno protocollato una diffida con la quale veniva messo in mora lo stesso Comune per atti che risultano illegittimi. Decisione tanto più sconcertante in un periodo di crisi come questo che mette a rischio decine di posti di lavoro». Fiorilli, al solito, non si scompone e ribatte punto su punto: «Intanto le decine di tassisti sono due, poi il provvedimento del Comune di Pescara è perfettamente legittimo e non mette a repentaglio alcun posto di lavoro. Vogliamo solo che siano rispettaate le regole, e non cado nella trappola del campanilismo fra Pescara e Chieti. L'ho detto e lo ripeto: chi sbaglia paga, a prescindere se siano tassisti di Chieti o di Pescara».
L'assessore alla Mobilità si rammarica, inoltre, per una guerra che non doveva neanche cominciare. La direttiva di operare presso l'aeroporto per i tassisti di tutte le province abruzzesi, infatti, era nata nel maggio 2009 alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo perché a Chieti c'era il Villaggio atleti e doveva comunque essere temporanea, circoscritta al periodo 21 maggio-21 novembre. I Comuni dell'area metropolitana, tranne Pescara, concessero le autorizzazioni e non le revocarono alla scadenza naturale perpetrando un clima di confusione fra gli operatori, a eccezione dell'allora sindaco di Francavilla al Mare Nicolino Di Quinzio. La Regione non intervenne tempestivamente, alimentando lo stato di illegittimità che ora si cerca, faticosamente, di far sparire.

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