ROMA Un’ultima chiamata alle armi «prima della catastrofe» e un attacco frontale alla magistratura ma nessuna intenzione di staccare la spina al governo, che comunque dovrà fare i conti con il pressing dei ministri Pdl che avranno il compito di bloccare il «bombardamento fiscale». E nessun passo indietro, almeno per adesso, ma il rilancio in grande stile di Forza Italia e la promessa ai suoi fedelissimi che lui continuerà a fare politica anche fuori dal Parlamento. Poi, esplode la rabbia per il no della Cassazione al ricorso presentato contro la sentenza Mondadori e, improvvisamente, dopo essersi dichiarato «totalmente innocente», i toni diventano apocalittici: «Siamo diventati un Paese in cui non vi è più certezza del diritto, siamo una democrazia dimezzata». Dopo molti rinvii e innumerevoli “integrazioni”, l’atteso videomessaggio di Silvio Berlusconi è andato in onda ieri sera integralmente sulle reti Finivest e su Sky, mentre i Tg Rai hanno diffuso solo stralci. Il tutto è avvenuto prima che la Giunta per le immunità del Senato cominciasse le votazioni sulla relazione di Andrea Augello (Pdl) che proponeva la non decadenza del Cavaliere. Poi, dopo la bocciatura delle questioni preliminari, quando ormai era scontato che la Giunta avrebbe votato per la decadenza, i senatori del Pdl hanno abbandonato l’aula per protesta ma i lavori sono andati avanti, e la relazione è stata bocciata con 15 no e un voto a favore. Il presidente della Giunta, Dario Stefàno è il nuovo relatore del caso Berlusconi. Nel video, il Cavaliere non cita mai le larghe intese ma propone per l’ennesima volta il suo repertorio più classico. Si comincia con un attacco alla magistratura che da ordine dello Stato «si è trasformata in un contropotere che si è dato come missione la via giudiziaria al socialismo». Poi c’è l’ altolà «alla sinistra che vuole solo le tasse» e quindi si passa alla proclamazione della sua totale innocenza: «Non ho commesso alcun reato, non sono colpevole di alcunché, io sono assolutamente innocente». Nel videomessaggio, 16 minuti, non c’è traccia del governo Letta o dell’ipotesi di elezioni anticipate (anche perché l’ultimo sondaggio di Demopolis indica una parità tra centrodestra e centrosinistra). Berlusconi, comunque, prepara il terreno per il voto anticipato e incita i suoi potenziali elettori a «ribellarsi». Seduto dietro a una scrivania del suo studio di Arcore, solito doppiopetto scuro, il Cavaliere si esibisce nella sua controffensiva politica ma non offre risposte alle domande che in questi giorni hanno tormentato il governo Letta. Cosa farà il Pdl quando l’aula del senato voterà la decadenza di Berlusconi da senatore? Si dimetterà o aspetterà di essere impallinato? Una risposta si può solo immaginare anche se il Cavaliere, provato, scuro in volto e preoccupato per il futuro delle sue aziende, qualche elemento lo offre. Ad esempio, quando lancia la nuova Forza Italia si rivolge ai suoi potenziali, elettori fa capire che ormai si sente già fuori dal Senato: «Io sarò sempre con voi, decaduto o no. Si può fare politica anche fuori dal Parlamento...». Il pensiero corre a Beppe Grillo ma il Cavaliere si guarda bene dal citarlo. Nella seconda parte del messaggio, Berlusconi ricorda la prima discesa in campo e ripete che è lui l’unico in grado di mettere un argine alla sinistra. Quindi, come fosse lo zio Sam, il Cavaliere punta l’indice verso la telecamera e imita il famoso manifesto “I want you” che chiamava i giovani americani ad arruolarsi. «Scendi in campo anche tu, diventa un missionario di libertà pronto a impegnarsi alle prossime elezioni nei seggi elettorali per evitare che ci vengano sottratti voti come è sempre successo» dice il Cavaliere. I 16 minuti stanno per terminare, Berlusconi porta la mano sul cuore e chiude ammiccando all’elettorato cattolico: «Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia! Viva l’Italia, viva la libertà. La libertà è l’essenza dell’uomo e Dio creando l’uomo, l’ha voluto libero...».