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Pescara, 18/03/2026
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Data: 19/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Decadenza, primo sì ma il Pdl diserta. Bocciata, come previsto, la relazione di Augello che chiedeva la conferma del seggio per Berlusconi nonostante la condanna.

ROMA Cronaca di una decadenza annunciata. Formalmente non ancora. Perché a tutti gli effetti Silvio Berlusconi è un senatore della Repubblica italiana. Ma il primo voto della Giunta per elezioni è un’indicazione netta verso l’uscita da palazzo Madama. La bocciatura della relazione di Augello era già scritta. È stata sancita da 15 voti, Pd, Sel, Scelta Civica e 5Stelle. Uno solo il voto a favore, quello dello stesso relatore Andrea Augello, l’unico a non abbandonare la seduta prima della fine. Bocciate le due mozioni preliminari i membri del Pdl e larappresentante della Lega Erika Stefani hanno lasciato Sant’Ivo alla Sapienza in segno di protesta, «andiamo via, il plotone di esecuzione è già pronto».
PRESIDENTE RELATORE

Cosa accadrà ora? Respinta la relazione inizierà la procedura di contestazione dell’elezione (art.10 del Regolamento) , un procedimento giurisdizionale a tutti gli effetti. La Giunta tra 10 giorni si trasformerà dunque in una camera di consiglio, poi la deliberazione verrà trasmessa al Senato per il voto definitivo in aula. «Sono rammaricato per la loro non partecipazione al voto ma è una decisione che non gli ha impedito di esprimersi nelle dichiarazioni di voto», ha commentato uscendo Dario Stefàno, presidente della a giunta. Il quale ha anche ufficializzato di aver «ritenuto di assumere la responsabilità dell'incarico di relatore» con l'auspicio di «proseguire un percorso istituzionale scevro da appartenenze di partito».
Il resto è la cronaca, come si diceva, di una decisione già presa. Spenta la tv, con il videomessaggio del Cavaliere che ancora ronzava in testa, i 23 membri della Giunta hanno dato il via ad una seduta di cui si parlerà a lungo. A parte l’Aventino del centrodestra l’altra sorpresa è stata la decisione di Enrico Buemi (Psi) di tornare all’ovile. Il senatore socialista ha criticato l’organismo di cui fa parte che «se non cambiamo i comportamenti» si confermerà «un orpello inutile». Ma poi ha votato sì alla decadenza per «senso di responsabilità e appartenenza». Il capogruppo Pd Cucca di voto ha ribadito la posizione del suo partito. il «no» alla convalida dell'elezione del Cav come «unico voto possibile». Come dire che nel voto di ieri è stato messo in atto un automatismo. «Siamo in presenza di una sentenza passata in giudicato - è la tesi di Cucca - il cui contenuto non può essere discusso in questa sede e davanti a questa Giunta».
LO STALKER

«Ha fatto un discorso da anarco-insurrezionalista, è uno stalker del governo, decadrà», aveva twittato Stefania Pezzopane (Pd) prima che iniziasse la seduta. In mattinata c’era stata l’uscita di scena del relatore Augello con la sua replica e la previsione che questa «battaglia» si sarebbe conclusa con la bocciatura del relatore, «fatto infausto per il Paese ma fausto per la qualità di vita del sottoscritto».

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