Lo propone il vice ministro Fassina. L’Ira del Pdl: il premier rispetti gli accordi Richiesta al governo di intervenire mentre il deficit sforerà di pochissimo il 3%
ROMA Tutti vogliono evitare l’aumento dell’Iva. Ma i soldi non ci sono. Aver abolito l’Imu renderà così molto probabile far scattare di un punto l’aliquota dal primo ottobre a meno di un colpo di genio, improbabile, o un ritorno dell’Imu per i più ricchi. Inoltre nonostante tutti gli sforzi il defict sforerà, seppur di poco, il tetto del 3% in rapporto al Pil: questa dovrebbe essere la nuova previsione inserita nell’aggiornamento del Def in arrivo domani sul tavolo del consiglio dei ministri. Ora incalza l’Iva. Non si può rinviare l’aumento all’infinito, ricorda il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta (Pd) perché quei soldi sono stati già spesi e vanno recuperati. Risuonano ancora nelle orecchie le critiche del commissario europeo Olli Rehn al governo: avete sbagliato, ha detto martedì, a eliminare l’Imu sulla prima casa e non invece a tagliare le tasse sul lavoro. Così ora farete più fatica a rispettare gli impegni con l’Ue. Quelle parole hanno fatto infuriare il Pdl così come quelle pronunciate dal vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina, bestia nera di Brunetta. Per evitare l’aumento dell’Iva, ha ricordato ieri l’esponente del Pd, «rivediamo l’intervento sull’Imu. Confermiamo la cancellazione per il 90% dei proprietari e lasciamo contribuire il 10% delle abitazioni di maggior valore». In questo modo, ha aggiunto, si potranno recuperare i due miliardi da usare anche per la deducibilità per i capannoni. Tutti gli esponenti del Pd si schierano su questa linea, denunciando quello che già era stato segnalato, nei giorni tumultuosi e affannati dell’abolizione dell’Imu. «Tutti i nodi vengono al pettine - ha detto per esempio Cesare Damiano - Adesso il governo è alle prese con le coperture finanziarie che, allo stato, sono insufficienti per risolvere tutti i problemi più urgenti». Avere destinato ben 4 miliardi alla copertura del mancato introito dell’imposta «è stato controproducente. Noi insistiamo nel ritenere che non sia necessario togliere la tassa sulla prima casa anche ai cittadini più ricchi». Dunque il Pdl «non giochi a scaricabarile» ammonisce il responsabile economico Matteo Colaninno. Tuttavia, aggiunge Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, «mi auguro che il governo faccia tutto il possibile per scongiurare tale aumento». Per tutta la giornata si sono succedute le reazioni furiose del Pdl. Critiche e ultimatum al governo che però, dopo il video di Berlusconi che non mette in discussione il governo, sono apparsi spuntati. «Fassina perde il pelo ma non il vizio - ha tuonato Brunetta - Non è possibile e non è più accettabile un comportamento che rimette ogni volta in discussione recentissime decisioni del governo a cui appartiene». Poche ore prima aveva detto che se la decisione sarà rimessa in discussione «non ci sarà più la maggioranza». Per Brunetta è comunque tutta colpa delle «inopportune dichiarazioni» di Olli Rehn e bene farebbe Letta a non dimenticare gli impegni presenti nel discorso del 29 aprile per il quale ha ottenuto la fiducia su Iva, Imu e costo del lavoro. Anche l’altro big berlusconiano, Altero Matteoli incalza Letta: «Ci aspettiamo una chiara smentita del presidente del Consiglio rispetto al ventilato aumento dell’Iva. Gli impegni si rispettano» perchè «non siamo un protettorato Ue». Replica il montiano Librandi: «L’aumento dell’Iva è frutto della politica dei ricatti messa in atto dal Pdl» mentre le risorse non ci sono «perché impiegate per la cancellazione dell’Imu che il Pdl ha estorto al governo. Il risultato è quel pastrocchio chiamato service tax che toglie ai poveri per dare ai ricchi». Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, bisogna evitare l’aumento dell’Iva prendendo però «i soldi a chi ce li ha». Beppe Grillo sul suo blog attacca «l’ossessione di Napolitano e Letta per la stabilità» che altro non sarebbe «che una parvenza di governo con quattro burattini a Roma manipolati da Bruxelles. Letta è perfetto per questo ruolo. Punta alla foto di gruppo al G7 in Italia nel 2014 da appendere in Camera accanto a quella di Andreotti e Napolitano».