PESCARA L’avevamo anticipato nei giorni scorsi, ora si può affermarlo con ulteriore certezza: si andrà al voto per le elezioni regionali domenica 9 e lunedì 10 marzo. Niente election day a maggio. Il governatore Gianni Chiodi, i partiti di maggioranza e di opposizione hanno concordato di ritrovarsi ad ottobre per ragionare, il più serenamente possibile, sulla data del voto: si aspetta di vedere, principalmente, cosa accadrà al turbolento Governo di Enrico Letta, vale a dire se sopravviverà alla tempesta Berlusconi o se finirà sugli scogli, senza neanche il conforto di un’operazione di recupero come quella che al Giglio ha rimesso più o meno in piedi la Costa Concordia.
Dovesse finire male l’avventura lettiana, si potrebbe tornare a votare per il Parlamento in avvio di primavera, più che in inverno: e a quel punto la data di marzo potrebbe fare da utile calamita per un election day politiche-regionali. Di quello europee-regionali a fine maggio si parla ormai con palese distacco, difficile far digerire a un elettorato pur sconfortato dalla perenne, ostinata navigazione ombelicale della politica abruzzese, una proroga di ben cinque mesi di una legislatura che finirà a metà dicembre per l’unica gioia degli attuali consiglieri (cinque buoni stipendi in più, a fronte di una prossima legislatura con meno poltrone disponibili e dunque rare possibilità di tornare a rivedere la sponda dell’amato Emiciclo). Questa è la lettura più nobile: insomma, ci si rende conto di non poter tirare la corda ancora per cinque mesi e ci si accontenta di tre mesi scarsi, cercando di recuperare una mezza bella figura con l’elettorato. In realtà c’è dell’altro: c’è che a primavera più inoltrata andrà in scena un’altra consultazione elettorale, quella per le comunali che coinvolgerà una non piccola parte degli abruzzesi, basti pensare a Pescara, e più di uno dei nostri furbi politici non intende farla coincidere con le regionali, in modo da poter giocare le proprie carte sia in una partita che nell’altra. Altro che rendersi conto, altro che legislatura troppo prolungata, comprensione per le perplessità dell’elettorato, nobili riflessioni: no, nein, niet, nada. Trattasi invece di tenere il piede in due staffe, come da antica e mai ripudiata consuetudine, sperando di occupare almeno una staffa (leggi: poltrona), possibilmente la più conveniente.
ASPETTANDO OTTOBRE
E allora aspettiamo ottobre per le consultazioni interpartitiche, fingendo di credere ai nobili intenti. Poi avremo l’ufficialità su una data che, ripetiamo, abbiamo ragione di ritenere sia quella del 9-10 marzo.
CANDIDATURE
Quanto alle candidature a governatore, i nomi sono sempre quelli. Il centrodestra ha Gianni Chiodi, a meno di sue tentazioni parlamentari, il centrosinistra ha Luciano D’Alfonso, che dovrà comunque affrontare la traversata delle primarie e il pensiero rivolto all’Aquila che non abbandona Giovanni Legnini. Il M5S sembrerebbe più lontano da Nicola Trifuoggi, ma chissà. Insomma, aspettiamo. Tanto, non si può fare altro.