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Pescara, 18/03/2026
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Data: 20/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Buccione (Uritaxi): deponiamo le armi e torniamo al lavoro

CHIETI «Abbiamo aspettato cinque anni per la firma di un decreto regionale che recepisce quanto prescrive una legge nazionale. Il nostro Comune si è adeguato, ma quello di Pescara no. Ora basta con questa guerra tra poveri, i tassisti teatini non c’entrano nulla». Renzo Buccione, responsabile Uritaxi Chieti, sigla che rappresenta dieci dei quattordici tassisti teatini in possesso di regolare licenza, chiede che la categoria deponga le armi e torni a lavorare secondo le regole. Un qualcosa che, secondo Buccione, non sta avvenendo all’interno dell’aeroporto d’Abruzzo di San Giovanni Teatino, dove i tassisti pescaresi «continuano a pretendere il monopolio del servizio di trasporto degli utenti, sconfessando quanto ha stabilito la Regione». «L’ente regionale», spiega Buccione, «non ha fatto altro che riportare in loco un principio sancito da una legge dello Stato». La norma prevede che l’ingresso negli aeroporti che insistono su un territorio di confine sia consentito ai tassisti con licenza nei diversi capoluoghi di provincia. Peraltro, la Regione ha assegnato ben nove postazioni ai taxi di Pescara e solo tre a quelli di Chieti. Ma, da settimane, nello scalo abruzzese vige la confusione più totale. «Questo perché», riprende Buccione, «il Comune di Chieti ha regolamentato orari e modalità di accesso nell’aeroporto, mentre l’amministrazione comunale di Pescara non ha recepito quanto detto dalla Regione». Così ogni giorno, denuncia l’Uritaxi, si susseguono atti di prevaricazione. «I tassisti pescaresi entrano ed escono dall’aeroporto senza osservare regole. Si presentano in anticipo rispetto all’atterraggio di un volo», racconta Buccione, «e non tengono conto degli ordini di arrivo». In questi giorni non sono mancati accesi scambi di vedute tra i tassisti che lavorano in aeroporto. «Ma riguardano esclusivamente», precisa Buccione, «tassisti pescaresi aderenti a consorzi diversi. Noi di Chieti cerchiamo di lavorare e basta». La situazione, però, si è fatta pesante e Buccione auspica la pace. «Prima, quando le caserme teatine Rebeggiani e Berardi lavoravano a pieno regime», ricorda, «i taxi di Chieti hanno chiesto collaborazione ai colleghi pescaresi, ovviamente contenti. Bisogna deporre le armi e tornare a lavorare per il bene della categoria e del territorio».

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