MILANO Offensiva mediatica, e forse societaria, di Air France-Klm su Alitalia. Secondo il quotidiano francese La Tribune il consiglio d'amministrazione del gruppo franco-olandese deciderà lunedì sulla partecipazione a un aumento di capitale della compagnia italiana e sarebbe pronto a salire fino al 50% nella ex compagnia di bandiera, ma a condizioni «molto dure». La notizia, liquidata con un «no comment» dal quartier generale di Parigi, trapela non a caso dopo che sono circolate indiscrezioni su un possibile interesse di Etihad, la compagnia di Abu Dhabi, per Alitalia. Nelle ultime due settimane negli ambienti economici si sottolineava che nell'agenda del vertice italo-francese sui trasporti il primo posto è stato riservato proprio alla vicenda Alitalia. Il ministro Lupi sarà a Parigi il 26 settembre, tre giorni dopo la riunione del cda di Air France-Klm e quattro prima del consiglio d'amministrazione di Alitalia. Gli scenari all'orizzonte, secondo La Tribune, sono tre: 1) Air France-Klm non partecipa all'aumento di capitale, 2) Air France vi prende parte per l'ammontare della sua partecipazione, 3) Af-Klm vi prende parte e va oltre la propria partecipazione, anche fino al 50%, ma a condizioni «molto pesanti»: è infatti escluso - precisa il giornale - che possa ereditare il debito di Alitalia (un miliardo di euro), visto che Air-France Klm è già «fortemente indebitata». La compagnia franco-olandese chiede anche che la «ristrutturazione industriale di Alitalia venga finanziata prima di un'eventuale operazione». Ultimo punto, i francesi vorrebbero poter disporre di una «più grande influenza nella gestione della compagnia in alcuni settori». «Se queste condizioni ci fossero - spiega La Tribune - l'amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, non particolarmente entusiasta su questo dossier fino a qualche mese fa, potrebbe decidere di farsi avanti. Ma bisognerà anche convincere il cda». I soci italiani di Alitalia, che avrebbero intenzione di gettare la spugna dopo diversi tentativi falliti di raddrizzare i conti, avrebbero da tempo sottoposto al governo in modo molto netto il tema della sopravvivenza della compagnia e il ministro delle Infrastrutture si sarebbe fatto interprete di un ruolo di regia per l'individuazione di possibili nuovi partner. Così si è parlato di un interessamento dei cinesi e più recentemente della compagnia di Abu Dhabi che ha annunciato consistenti piani di espansione internazionale non disdegnando il dossier Alitalia.