L'aggiornamento del governo. Nel 2013 il Pil registra una contrazione dell'1,7%, poi crescita dal 2014. Deficit al 3,1%, fallito l'obiettivo del 3%. Letta: "Instabilità politica pesa sui conti". Annunciato investimento di 12 mld in 3 anni per la crescita
Non arrivano buone notizie dal Def, dopo l'aggiornamento approvato oggi (20 settembre) dal Consiglio dei ministri: il Pil è in frenata, il deficit si ferma al 3,1% a fine anno, senza raggiungere l'obiettivo del 3%. In particolare, il rapporto deficit/Pil si attesta 3,1% nel 2013, poi scenderà al 2,3% nel 2014 e e all'1,8 nel 2015. Il Pil quest'anno registrerà una contrazione dell'1,7%, mentre dal prossimo anno dovrebbe tornare a crescere, con un +1% nel 2014 e +1,7% nel 2015. Questi i dati contenuti nell'aggiornamento.
"Da qualche settimana si è rotta una situazione di stabilità politica e di discesa dei tassi", ha detto apertamento il premier Enrico Letta, il deficit sopra il 3% "non è colpa del governo", ma "colpa di questa ripresa dell'instabilità che pesa sui conti".
Il presidente del Consiglio ha poi annunciato un investimento di 12 miliardi di euro in tre anni "per rilanciare l'economia, aiutare l'occupazione, riuscire a far sì che il nostro Paese abbia il segno piu' davanti agli indicatori giusti". Dall'aggiornamento del Def comunque, a suo avviso, "emerge un quadro positivo per il futuro, cogliamo elementi per consentirci stabilmente il segno più sulla crescita e per arrivare a fine anno con segnali positivi".
"E' importante che questo lieve scostamento del deficit venga corretto rapidamente". Così il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni in conferenza stampa. Il dato sul Pil nel terzo trimestre "probabilmente sarà piatto", ha anticipato, nel quarto è atteso "il segno positivo".
Saccomanni si è dichiarato ottimista per il futuro: "Prevediamo per il 2014 un tasso di crescita, grazie all'impatto positivo delle riforme, dell'1%". E' una cifra "leggermente superiore rispetto alle principali previsioni", ha concluso, ma fatta con "cognizione di causa".