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Data: 21/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
I Comuni: rimborso Imu o niente stipendi. Allarme del presidente dell’Anci Fassino. Palazzo Chigi: le risorse la prossima settimana

ROMA Le casse (vuote) dei Comuni rischiano di non essere nemmeno in grado di pagare gli stipendi a fine mese se non dovessero arrivare in tempo i rimborsi per la cancellazione della prima rata dell'Imu. L'allarme, lanciato da Piero Fassino in audizione alla Camera, arriva forte e chiaro a Palazzo Chigi, che si affretta a garantire che le risorse saranno rese disponibili «agli inizi della prossima settimana». Abolita l'Imu sulla prima casa, i sindaci si ritrovano adesso con 2,4 miliardi in meno che devono arrivare in fretta, ha spiegato il presidente dell'Anci davanti alle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio che devono vagliare il decreto, perché «non facciamo le buste paga con il lapis il 29 settembre, ci sono procedure che richiedono tempi precisi» e se la prima rata non arriva «entro domenica, visto che lunedì è già il 22 settembre, c'è il rischio che il 30 non siamo in grado di pagare gli stipendi». Ma il provvedimento sull'Imu, ha ribattuto il governo, prevede che le risorse siano attribuite ai Comuni «sulla base di un decreto del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-Città da adottare entro il 30 settembre 2013». Decreto che puntualmente arriverà «agli inizi della prossima settimana» per «assicurare ai Comuni le risorse necessarie». Le richieste dei sindaci, comunque, non si fermano alla restituzione dell'equivalente della prima rata. Entro l'anno deve arrivare «anche la seconda», peraltro rispettando gli aumenti delle aliquote già decisi dai Comuni con relativi «260 milioni di euro aggiuntivi» rispetto al 2012. E ci sono poi alcune correzioni da fare al decreto, in primis l'armonizzazione delle scadenze, visto che è stata spostata a fine novembre la scadenza per presentare i bilanci ma non quella per «presentare gli equilibri del bilancio dei comuni» e nemmeno quella «per il rientro delle anticipazioni di tesoreria a suo tempo date ai Comuni sull'Imu». C'è poi il capitolo service tax, temuto anche dai rappresentanti degli inquilini, che Fassino si augura «equa dal punto di vista fiscale» e «sostenibile per i cittadini», cioè «non più onerosa» dell'Imu. Sulla nuova tassa i Comuni sono disponibili al confronto che, ha annunciato Fassino, si aprirà nei prossimi giorni. Intanto già lunedì, in un ufficio di presidenza dell'Anci, i sindaci valuteranno la situazione, fermo restando che non devono essere i Comuni «a pagare il conto» delle scelte del governo.

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