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Data: 21/09/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Capitale della cultura una sfida della regione

«Non è solo una sfida aquilana, ma di tutta la Regione». È il convincimento maggiore che tutti i rappresentanti politici abruzzesi e delle associazioni culturali hanno espresso ieri pomeriggio all’auditorium del Parco, durante la presentazione alla cittadinanza del documento di candidatura di L’Aquila capitale europea della cultura 2019. L’auditorium ha accolto politici e delegati delle istituzioni culturali, ma pochissimi cittadini. «Non ci aspettavamo - spiega Stefania Pezzopane - che ci fossero 70 mila cittadini perché la città dovrà essere maggiormente coinvolta prossimamente. Intanto con gli aquilani abbiamo già parlato negli incontri partecipativi per avere dei consigli sul programma e anche nelle riunioni con gli studenti. L’interesse c’è e continuerà sempre a crescere». Poi la Pezzopane aggiunge che «giovedì scorso abbiamo rispettato i termini della consegna recandoci al ministero dei Beni Culturali per consegnare il documento di candidatura. Un lavoro difficile realizzato in due anni ai quali abbiamo trovato tutte le risposte che l’Europa voleva avere». Felice anche il sindaco Massimo Cialente: «Voglio ringraziare la Pezzopane ed Errico Centofanti che hanno sgobbato molto per raggiungere questo primo obiettivo. Loro hanno dovuto combattere con quella parte della città che non vuole immaginare e sognare. Insomma tutto deve rimanere fermo».
Oltre ai rappresentanti politici locali, presenti anche i «colleghi» delle altre province abruzzesi pronti a collaborare per la candidatura. L’assessore regionale Luigi De Fanis afferma che «la Regione è vicina ed è pronta a offrire nuovi finanziamenti», mentre per l’assessore provinciale Guido Liris «è anche una sfida per le nuove generazioni che avranno di fronte la città ricostruita. Adesso curiamo bene il marketing per combattere con le città italiane e poi con quelle dell’Europa». Centofanti del comitato promotore mette l’accento sul fatto che «questa candidatura è anche un’occasione per ricostruire la città in modo migliore e offrire ai turisti una eccellente accoglienza rispetto a prima del terremoto». L’arcivescovo Giuseppe Petrocchi conclude che «oltre alla bellezza della città, L’Aquila deve diventare capitale europea della cultura, per la grande dignità avuta dai cittadini subito dopo il sisma».

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