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Data: 21/09/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani: il congresso si farà l’8 dicembre Renzi: regole chiare

ROMA Nessun accordo sulle regole e forse neanche sulla data se come sembra oggi i cattolici del Pd chiederanno a Guglielmo Epifani di spostare le primarie dell’8 dicembre perchè cadrebbero nel giorno dell’Immacolata Concezione. «Basta che non sia Natale, abbiamo giù perso l’Immacolata Concezione», scherza Renzi . La prima giornata dell’Assemblea dei democratici si è addirittura chiusa in anticipo perchè il comitato che avrebbe dovuto presentare ai delegati regole e percorso del Congresso a lavori in corso non è ancora riuscito a mettere pace tra le correnti. Creando sconcerto tra i delegati arrivati da tutta l’Italia e costretti a subire l’intervento del segretario che prima di arrivare al nodo del congresso parla di tutto. A cominciare dal ruolo del Pd nel mondo facendo sbottare un delegato: «Pensa di star parlando all’Onu». Per finire, dopo la scontata solidarietà a Enrico Letta, a dare una scossa al governo: «Non possiamo inseguira sempre il terreno scelto dagli altri» scandisce Epifani chiedendo a Letta di non aumentare l’Iva dopo aver tolto l’Imu perchè imposto da Berlusconi. All’assemblea non c’è D’Alema, partito nella serata per l’America e non c’è neanche Veltroni. C’è invece Dario Franceschini che ora sostiene la candidatura di Renzi. Il sindaco di Firenze parlerà questa mattina. Ieri però ha esternato in tv da Lilli Gruber. Al Pd ha chiesto di smetterla di parlare solo di regole e occuparsi dei problemi del Paese. Ma ha fatto anche una piccola autocritica. Lei ha detto che vorrebbe un partito cool? «Ho usato una parola sbagliata, volevo dire figo, io vorrei un partito di cui non ci si vergogni». Si candiderà alla segreteria e poi alla premiership? «L’ho già fatto l’altra volta, quindi figuriamoci». Renzi auspica primarie «apertissime». Se ai seggi verranno chiesti 1 o 2 euro per registrarsi il sindaco chiede che poi si spieghi subito dove finiranno i soldi raccolti tra gli elettori. Quanto al congresso ripete che andava fatto subito perché se c’è il governo Letta-Alfano è perchè il Pd non ha vinto le elezioni. Incalzato su Letta, l’ex rottamatore non risparmia bordate a quello che, ora anche nei sondaggi di popolarità, è l’unico esponente del Pd che potrebbe impensierirlo. Al posto di Letta si sarebbe dimesso? «Ciascuno risponde per quello che fa, io non mi voglio sostituire a lui, dico solo che il governo deve decidere se rilancia sui grandi temi o se lascia passare questa stagione difficile accontentando ora l’uno ora l’altro». In ogni caso Renzi è convinto che l’avvertimento di Letta di non essere Jo Condor non fosse riferito a lui. «Non so con chi ce l’ha, io se devo chiamare in causa qualcuno lo faccio senza giri di parole, sono 20 anni che in Italia si parla dei problemi di uno ora possiamo parlare d’altro?». Quanto al videomessaggio di Berlusconi dice di non averlo visto. «Quello del ’94 mi convinse a non votarlo, ma basta, Berlusconi è una storia finita». Il sindaco oggi spera che l’Assemblea metta la parola fine a congresso e date. «Speriamo di essere tutti d’accordo così possiamo ricominciare a parlare di cose serie, anche perché temo che se non lo facciamo noi non lo fa nessuno», avverte. Infine Renzi non ci sta a farsi processare per aver incontrato Cavalli, Signorini e Briatore. «Cosa ho in comune con loro? Non credo che votino Pd e non so se lo voteranno. Ma Roberto Cavalli è un imprenditore e ha scritto un libro sul padre ammazzato da nazisti, dovrei non fare la presentazione del libro? Mica ci sono andato con le mutante leopardate».

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