I sindacati minacciano un autunno caldo alla Gtm, con ricorso a uno sciopero generale. I motivi del dissidio sono, fra gli altri, i cambi di percorso di alcune linee e un'informazione da parte dell’azienda definita «insufficiente». I responsabili di Filt/Cgil, Fit/Cisl, Faisa/Cisal e Ugl autoferro mettono il dito nella piaga dei disagi subìti da chi utilizza i bus delle linee 6, 13, 14 e 15. «Troppi cambi in corsa fatti all'ultimo momento - sottolineano De Salvia, Di Bonaventura, Leone e D'Aloisio - e informazione limitata a volantini esposti solo alcuni giorni prima dell'entrata in vigore. Il cittadino-utente si è trovato spiazzato poiché il front office dell'azienda risulta essere il conducente, che ha incassato come un pugile messo all'angolo gli insulti e le lamentele dei passeggeri». Nel dettaglio, i sindacalisti spiegano che «sulla linea 6 Sambuceto-Montesilvano, i genitori degli studenti di Istituto d'arte e Itis sono inviperiti perché si sono accorti che il bus non transita più davanti alle scuole. Sulla linea 13, Pescara-Sambuceto, per sopperire a ritardi sistematici, la Gtm ha deciso di accorciare il percorso, transitando sul ponte del centro commerciale d'Abruzzo, proprio dove nascono gli ingorghi. Quanto alla linea 15, stazione centrale-Villamagna (Fontanelle), le tabelle di marcia non sono mai rispettate. Inoltre, con la riorganizzazione dei servizi entrata in vigore il 16 settembre, gli utenti di via Tirino dal semaforo San Donato fino a via San Marco, nei giorni festivi restano senza bus. Con scelte di questa natura è facile intuire che quest'anno si avrà una perdita di utenza».