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Data: 22/09/2013
Testata giornalistica: AbruzzoWeb
L'Aquila: Cialente minaccia le dimissioni «Non ho più maggioranza, al voto»

L'AQUILA - "Vedo, con cresecente stupore, prima ancora che preoccupazione, una instabilità della maggioranza. Se si deve andare avanti a stento in questo non governo, fatto di veti incrociati e tutela dei propri disegni, sarà giusto ridare la parola ai cittadini".

È durissimo il sindaco, Massimo Cialente, che come di consueto affida i suoi pensieri a Facebook.

Un primo cittadino scatenato, che attacca pezzi della sua maggioranza dopo quanto accaduto ieri in Consiglio comunale durante la votazione sul "Parco Urbano di Piazza d'Armi"

Il progetto è passato con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. Tra i 'no' che hanno mandato su tutte le furie il sindaco, quelli dei consiglieri Enrico Perilli e Antonello Bernardi.

"Egli (Perilli, ndr) si giustifica - scrive Cialente - dicendo che circa 8-10 anni fa, votò in consiglio un ordine del giorno in cui chiedeva che lì vi fosse solo prato. Ma allora non ha letto il programma elettorale che pure ha sottoscritto? E Bernardi, che ieri ha esternato la sua coerenza ambientalista , non aveva letto il programma? Ma parla proprio lui, che è stato il più violento sostenitore della localizzazione del mercato ambulante in piazza d'armi , primo firmatario dell'ordine del giorno che ha portato ad un'opera costata 1,8 milione di euro che gli stessi ambulanti che lo hanno preteso, occupando Viale corrado IV e Comune, oggi devono riconoscere che avevamo ragione Fanfani ed io che non avrebbe funzionato?".

I numeri della maggioranza, spiega Cialente, sono sempre più risicati. "Attualmente il consiglio comunale, per legge, ha 32 consiglieri, 18 di maggioranza e 14 di opposizione - spiega sempre su Facebook - Ciò comporta che bastano due tre consiglieri per mandare sotto la maggioranza. Ormai il consigliere Giuseppe Ludovici , eletto con l'Api, è uscito dalla maggioranza. Non ho accettato un ricatto: o nomini presidente dell'ex Onpi il dott. Tiberi (già assessore del centrodestra) o io, che 'ho preso i voti', passo all'opposizione. Cacciandolo dal mio ufficio, gli ho detto di farlo pure. Siamo passati da 18 a 14 a 17 a 15".

Il sindaco spiega di aver chiesto questa mattina al segretario del Pd di convocare lui, gli assessori, il gruppo consiliare e attivo quello degli iscritti "far sapere cosa vuole fare. Ma me lo deve dire il partito, non i consiglieri!".

"Propongo pertanto un patto fra gentiluomini - conclude - Decidiamo di ridurre al minimo la fase di commissariamento e torniamo alle urne".

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