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Pescara, 18/03/2026
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22/09/2013
Il Centro
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«Noi di destra andiamo con Forza Italia». Parla il popolo teramano di Berlusconi: Tancredi, Venturoni e Brucchi entusiasti, Gatti freddo e Romanelli rivuole An. E nel Pd Mastromauro fa dietrofront: «Sì, lascio per candidarmi alla Regione» |
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TERAMO Torna Forza Itala e la dirigenza teramana del Pdl è pronta ad aderire quasi in massa. Il videomessaggio con cui Silvio Berlusconi ha rilanciato il partito della sua discesa in campo nel '94 raccoglie valutazioni positive tra amministratori e eletti e vertici del Popolo delle Libertà. I rappresentanti locali del centrodestra vivono l'alba di questa nuova fase con ottimismo ma anche nell'attesa, al di là degli aspetti emozionali e di comunicazione strategica suscitati dal leader, di come si articolerà in concreto il progetto. «Andremo tutti in Forza Italia anche perché non c'è il dubbio legato alla sopravvivenza del Pdl», spiega Paolo Tancredi, deputato e segretario provinciale del partito, «siamo un gruppo strutturato e unito, non possiamo polverizzarci». L'annuncio di Berlusconi cade in un periodo delicato, alla vigilia di elezioni regionali e amministrative, per cui il parlamentare e dirigente punta a preservare la compattezza dello schieramento che negli ultimi anni ha vinto a tutti i livelli. Il disagio maggiore è percepito dalla componente ex An del Pdl che resta in attesa degli sviluppi. «Non ne abbiamo ancora parlato», osserva Valeria Misticoni, capogruppo in Comune e vicesegretario provinciale, «in questo momento bisogna aspettare, valutando le conseguenze sul piano ideologico anche se continuo a sostenere la validità del progetto del Popolo delle libertà». Dello stesso avviso è anche il consigliere comunale Pasquale Tiberii. «E' passato pochissimo tempo e non si capisce bene cosa di fatto succederà», fa notare, «non abbiamo preso alcuna decisione». All'assessore Piero Romanelli la rinascita di Forza Italia sta bene se appaiata alla ricostituzione di An. «Se cambia solo il nome non serve a nulla e così come stanno le cose non aderirei», sottolinea, «auspico la rinascita di una destra moderna che governi nel rispetto della legalità». L'altro assessore comunale ex An Mirella Marchese è più aperta. «Penso che aderirò», annuncia, «ma non ci siamo ancora riuniti, ne discuteremo insieme». Ad attendere elementi più concreti di valutazione è anche la componente civica del centrodestra teramano. «Per il momento non ho alcun parere», tiene a precisare l'assessore regionale Paolo Gatti, promotore dell'associazione "Futuro in", «quando mi occuperò di questo argomento lo farò con tutto il gruppo». Mauro Di Dalmazio, assessore regionale e fondatore della lista "Al centro per Teramo", guarda alla prospettiva del Partito popolare europeo. «Se l'idea è di creare un grande movimento liberale e moderato, sul modello del Ppe, sono d'accordo», chiarisce, «anche se siamo ancora in una fase di annuncio e dobbiamo capire ad esempio quali saranno le regole di selezione della dirigenza». Lanfranco Venturoni, capogruppo in Regione e fondatore della vecchia Forza Italia, è tra i più entusiasti. «Sono sempre rimasto legato alla bandiera, è come la squadra di calcio», fa notare, «ma ne parleremo con gli altri anche perché ci sono atti da compiere e una burocrazia a cui adempiere: non sarà semplice». Risponde presente anche l'assessore provinciale Elicio Romandini. «Aderirò, anche perché quello è stato primo cavallo di battaglia di Berlusconi», afferma, «sarò con lui nonostante tutto». Il presidente della Provincia Valter Catarra aspetta il resto del partito. «Da parte di Berlusconi si tratta di un utile elemento di novità», osserva, «ma le decisioni vanno prese insieme». Non ha dubbi il sindaco Maurizio Brucchi. «La mia storia politica è iniziata con Forza Italia», tiene a precisare bisogna capire come si strutturerà la proposta ma sono favorevole». E a Giulianova c'è chi si è mosso in anticipo. Il consigliere Gianluca Antelli, anche per i rapporti difficili con la dirigenza locale del Pdl, ha già fondato il gruppo di Forza Italia.
E nel Pd Mastromauro fa dietrofront: «Sì, lascio per candidarmi alla Regione» E nel Pd il sindaco Francesco Mastromauro fa dietrofront e dichiara di essere pronto a candidarsi per la Regione. Una presa di posizione inaspettata, quella del primo cittadino di Giulianova, che più volte in passato aveva affermato di voler portare a termine il proprio mandato da sindaco, ma che si spiega con il fatto che la data delle elezioni regionali verrà posticipata a maggio 2014, in concomitanza con le consultazioni comunali e referendarie. «Avevo detto che non mi sarei dimesso da sindaco, ma in questo caso non ve ne sarebbe bisogno, dato che il mandato scadrà», sostiene Mastromauro. «Il Pd insiste affinché io dia la mia disponibilità in tal senso, sono onorato e, nel caso si voti a maggio, accetto la candidatura». Mastromauro ribatte anche al governatore Chiodi, che lo ha criticato durante l'incontro di Linea Retta di venerdì. «E' la Regione ad essere governata male, urge un cambiamento», ribatte il sindaco. (s.p.)
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