TERAMO E’ la resa di chi non ha lavoro. La crisi colpisce anche la speranza. Come nel caso dei disoccupati del Termano che ormai si arrendono e non cercano più il posto. Ma non è tutto. A finire sul piatto anche il problema della cassa integrazione straordinaria (e in deroga), che perde "l'ombrello" di Provincia e Tercas a causa dei ritardi da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. E la Cgil di Teramo lancia l'allarme sul fronte occupazione in Abruzzo e, in particolare, in provincia. I NUMERI. «I dati parlano chiaro; nel primo trimestre del 2013 il numero di disoccupati in Abruzzo è pari a 65 mila unità, di cui circa il 24 per cento, ovvero 15.600, assimilabili alla nostra provincia, mentre nel secondo trimestre di quest'anno il dato è più positivo poiché il numero scende a 58 mila, di cui circa 13.920 nella provincia di Teramo», ha evidenziato ieri in conferenza stampa Alberto Di Dario, segretario provinciale della Cgil. «Se invece prendiamo in considerazione il numero di occupati le cose cambiano perché nel primo trimestre 2013, in Regione, il dato si attesta intorno alle 500 mila unità lavorative, di cui circa 120 mila nel Teramano, mentre nel secondo trimestre il numero si riduce a 485 mila, di cui circa 116.400 imputabili alla nostra provincia, segno che, in realtà, la disoccupazione scende solo apparentemente e l'occupazione non aumenta poiché i lavoratori si arrendono. Non cercare più un impiego e, per queste ragioni, evitano di iscriversi anche nelle liste di collocamento. Lo scorso anno il numero dei disoccupati nella nostra provincia era di 13 mila unità, mentre quello degli occupati di 120 mila», ha aggiunto Di Dario. Il segretario Cgil ha poi sottolineato che, qualora ci fosse un accenno di ripresa in atto, qui sul territorio provinciale i risultati non si avvertirebbero prima di tre anni, perché il Teramano ospita prevalentemente piccole e medie imprese, che non hanno grandi capacità. SETTORI COLPITI. A risentire maggiormente di questa situazione è l'industria manifatturiera che, secondo le previsioni della Cgil, nei prossimi sei mesi potrebbe peggiorare ulteriormente, soprattutto nel Teramano rispetto alle altre Province abruzzesi, sotto il punto di vista della produzione (-14 per cento), fatturato (-12,1%) e occupazione (-19,3%). CASSA INTEGRAZIONE. Oltre alla questione disoccupazione, in ballo c'è anche un altro problema che è quello dei lavoratori in cassa integrazione, in particolare straordinaria e in deroga. «Ad usufruire di questi ammortizzatori sociali, a livello regionale sono circa 18 mila persone, di cui 5.300 nella nostra provincia», ha detto Di Dario. «Ma la cassa integrazione straordinaria per essere concessa necessita di un'autorizzazione da parte del Ministero del lavoro che, generalmente, veniva rilasciata entro sei mesi. Grazie ad un apposito accordo tra Provincia e banca Tercas, quest'ultima anticipava gli importi ai lavoratori che ne beneficiavano, solo ed esclusivamente per questo periodo di buco», ha spiegato in conferenza stampa il segretario Cgil. «Attualmente, però, il Ministero è in grave ritardo sul rilascio del provvedimento autorizzativo, pertanto molti lavoratori, come ad esempio quelli della Phard di Mosciano, già in cassa integrazione da nove mesi, non percepiscono più il sussidio da circa tre mesi, perché, come si è detto, l'accordo prevede l'anticipo delle somme solo fino ad un massimo di sei mesi, con il rischio che ora la Tercas rivoglia indietro gli importi già pagati. Come Cgil abbiamo scritto una lettera al presidente della Provincia Valter Catarra affinché sia rivisto l'accordo, adeguandolo alla situazione attuale e chiederemo anche un incontro con il prefetto di Teramo Valter Crudo ed i parlamentari teramani», conclude Di Dario, « perché si impegnino per risolvere questa delicatissima questione».